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WHO THE F**K IS ANNA?

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

 

Deludere è sempre stata una mia prerogativa. Ho deluso mio padre (che a quattordici anni si scopava le mogli dei camionisti in trasferta) nascendo come una delicata principessa (che si fa scopare dai camionisti in trasferta). Ho deluso mia madre uscendo con 90 e un calcio in culo dall’università più fuffa di Milano. Sono una delusione per i miei amici, che spesso abbandono durante le serate per il primo pacco abbondante che mi strizza una chiappa nella calca della discoteca. Oggi finalmente svelerò il segreto di ANNA, chi è e com’è nata, e non potrò fare a meno di deludere qualcuna delle vostre aspettative e previsioni.

 

Lo so che molti di voi non sanno nemmeno che faccia io abbia ma, per chi vivesse a Milano, la “subcultura Amabilis” è abbastanza di moda. No, non me la sto tirando, ho solo un ascendente sulle altre cule – di cui il 95% non sa nemmeno che io esista, o peggio, mi odia perché sono finita a letto coi loro fidanzati, ops, ma vabbè. Sì, in tanti mi copiavano gli status quando Facebook era ancora cool, altri mi conoscono per i featuring con Myss Keta (per chi non lo sapesse è mia lo vocina querula in Le faremo sapere), ma ad ogni modo “io morta” e “Anna” sono parti integranti del mio vocabolario, nonché risposte pronte che uso in svariate occasioni insieme a tante altre boiate, mio dio, che squallore, povera donna, senti cocca.

 

Ma chi è Anna?

 

In molti avete provato ad indovinare l’identità segreta di Anna. Mi avete chiesto se apprezzassi la neomelodica partenopea: ami Gigi? Il tuo è un chiaro riferimento alla Tatangelo. Sono una muchacha troppo sexy, ma no. Non è la Tatangelo la mia Anna. Allora avete puntato sulla moda: ti senti forse la Wintour? No, il personaggio di Miranda Pristley è una delle mie icone preferite, ma no, non sono così algida. Purtroppo. Hannah Backer? Siete fuori tempo, la mia Anna era già presente prima che uscisse il mio pezzo “Hannah Backer è una troia”. Giocavi a Tekken e il tuo personaggio preferito era Anna William perché lottava su tacchi a spillo ed era palesemente una troia? No, il mio personaggio prefe era sua sorella, Nina. Anna Karenina? Probabilmente farò la stessa fine, buttandomi di testa sotto la metro nell’ora di punta, ma no, non è nemmeno la protagonista di Tolstoj. Sapendomi molto nervosa qualcuno ha detto: ah, ti sta salendo l’Anna Maria Franzoni? Non sono così basic, ame, al massimo spacco un bicchiere contro il muro (cosa che consiglio a tutti) o mi calo uno Xanax. Non ci siete nemmeno vicini.

 

Anna è la mamma di un mio amico di giù. Dire solo questo è riduttivo, mi ha praticamente visto crescere, da bambino facevo sempre merenda a casa sua, imbrattandomi di burro e marmellata. Una sera telefono al mio amico per raccontargli della mia ultima threesome (mamma, se stai leggendo smettila qui, grazie). Anche Nicola fa la drag queen e si stava preparando per la serata imminente, così mi mette in viva voce per scolpirsi gli zigomi. Stavo entrando nei dettagli (davvero mamma, smetti di leggere, lo dico per te) di quanto questi due gorilla mi avessero spaccato dentro, dato pugni sulle reni e lavato di sputi, finendo con lo spegnermi sigarette addosso – not really into bdsm ma quella sera mi girava così – così, mentre Nicola rideva di gusto dandomi della troia, sento una vocina rotta che chiede: ma è Emanuel che parla? La mamma di Nicola era entrata nella stanza proprio sul più bello, mentre stavo raccontando, con dovizia di particolari, di come i due manzi mi avessero iniziato alla DP. La sua voce non era solo sconvolta, c’era una nota di dolore mista a disgusto, sorpresa mista a paura, insomma, era delusione pura quella che adesso provava nei miei confronti. Adesso nella sua mente ero irrimediabilmente una cagna malata che girava con la maglietta sporca, ma non di marmellata.  L’unica cosa che riuscii dire fu “… Anna.”

 

Ecco come nasce Anna, che per l’appunto per me significa un mix di MIO DIO-CHE SQUALLORE-POVERA DONNA-POVERA TROIA & AMO OK.

 

Spero di non avervi deluso troppo, forse era meglio restare una basic bitch come Azealia Banks e lasciarvi pensare alla mia Anna come fosse stata la Wintour, ma ve l’ho detto. Deludere è una mia prerogativa.

 

STAY CLASSY. STAY ZITTA.

 

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