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VIOLENTAMI PURE TANTO SONO GIÀ MORTA

By VIRGINIA CLEMM

. In COOLTURA

Quando ho detto a mio padre di essere stata abusata (una delle tante volte) a diciassette anni, in Italia, lui ha risposto solo:

 

“Ok, ma sono sicuro che succedano anche cose belle!”

 

Ok.

 

 

Nel 1996, l’anno precedente allo stupro di Asia Argento, questo viene riconosciuto come reato contro la persona e non più come reato contro la morale: insomma in Italia iniziavano a ipotizzare che lo stupro fosse uno… stupro.

 

Un esempio di sentenza, Agosto 1997: Se il capufficio dimostra un “sentimento profondo e sincero” nei confronti della segretaria, non può essere accusato di molestie sessuali sul lavoro, anche se la invita a cena e tenta di baciarla.

 

Ok. Ottime basi per fidarsi della giustizia.

 

Quando Loredana Bertè racconta di essere stata stuprata a 17 anni, i suoi compaesani si sono disperati per lei:

 

Luca24cm: “Non sei la sola ad aver avuto un padre così. io non ho avuto una vita facile e la posso paragonare alla tua (omesso lo stupro) ma mi sono rimboccato le maniche senza ripensare continuamente al passato. Da come ti comporti sembri una persona piena di rancore e sarà quello che ti distruggerà.”

 

Wow grazie!

 

stiloso-tricolore: “Ma come si fa a parlare di “artista” a proposito di questa volgarissima “gridazzara” sfiatata? Dov’è la sua grandezza? Nelle labbra canotto o nell’impresentabile rozzezza del suo look?”

 

Ok!

 

(commenti purtroppo veri)

 

Dopotutto Mia Martini, sua sorella, fu portata all’esaurimento e poi al suicidio da stupide voci popolari che la descrivevano come “portatrice di jella.”

 

Ho mandato mamma ad intervistare lo zio del ragazzo che lavora dal macellaio sotto casa: “Io penso che è normale che ai ragazzi piacciono le ragazze. E quelle non si capisce mai cosa stanno pensando… quindi alla fine ci devi per forza provare per capire. Poi alla fine a volte pensano di non volerlo fare ma alla fine lo vogliono fare, poi dopo si lamentano perché non hanno il coraggio di dire che hanno scopato con il ragazzo del macellaio”

 

Mentre stira i calzini del marito che si va a scopare le fette di carne, la mamma del macellaio pensa “ma come si permette questa Asia Argento di sputare nel piatto in cui ha trovato QUELLA FORTUNA. Ringraziasse Dio. Ma poi sono passati tanti anni.”

 

Ok.

 

Il conto in banca dovrebbe essere abbastanza per negare una ferita.

 

“Almeno ti fai la BELLA VITA”

 

Il fatto che siano passati venti anni dall’accaduto gli puzza quanto gli puzza la dimenticata fica.

 

“La gente vuole notizie fresche, che ce frega della vostra infanzia da zoccole!! La bisnonna dell’amica mia la legavano al letto con le catene e la frustavano e il vicino di casa la violentava con il padre avanti e quella mica ha denunciato e andata avanti! Anzi, è diventata una gran signora! Ai tempi nostri eravamo più determinati”

 

Loro si sarebbero comportate nel MODO GIUSTO, forti, gran signore, bla bla.

 

Poi vanno a casa e piangono pensando a quando il padre le toccava (vi voglio bene).

 

Ma odiano Asia, odiano tutti.

 

Le donne hanno criticato Asia perché è più facile di riconoscere di essere state abusate a loro volta e di non aver mai denunciato, di realizzare di non aver mai avuto la libertà di incontrare il concetto di VERA consensualità. Io ho scoperto quest’opzione l’anno scorso! O almeno ci provo. (Non è vero, mi sono solo fidanzata.)

 

Quando si è vittima di un abuso (o di una vita di abusi) ci si svaluta al punto di non combattere per la propria dignità (digni-che??). Insomma che senso ha lottare per questo cesso di corpo, che è appartenuto a tutti tranne che a me? Quanto può mai valere questo rottame di anima? Devo fare coming out e far piangere mia madre? Non è meglio aspettare la morte? E poi che gran rottura di cazzo denunciare, i poliziotti sono i primi stronzi no?? Ben più facile è sputare veleno su chi tenta di cambiare le cose, per se stessa e per la speranza di farci aprire gli occhi.

 

Nel non migliore dei casi, nemmeno le tue amiche cercheranno di farti trovare la forza per farlo, stanno cercando di accettare (ACCETTARE, già, cazzo) quello che è successo anche a loro e non hanno mai avuto il coraggio di dirvelo. Non sapevano come chiamarlo prima che voi aveste il coraggio di raccontare la vostra storia dando alle cose il loro nome.

 

I tuoi parenti saranno i primi a nascondere la cosa a tutti e a stendere un velo di silenzio. Qualcun altro invece dirà semplicemente che stai esagerando e che ci eri stata.

 

Lo scandalo Weinstein deve essere d’esempio per tutte le donne, e per gli uomini, coinvolti in ambienti lavorativi anche ben distanti dagli stipendi e i privilegi di Hollywood, ma ugualmente umilianti.