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CAZZI MEGA GALATTICI E VAGINAL REHAB

By LAURA PALMER

. In AMO

Non sono mai stata una tipa che segue le mode. Io detto le mode: nel 2004, ho riportato in voga le treccine nelle classi prime di un banalotto liceo di provincia, fate un po’ voi. Ed ecco perché, non sarei mai potuta diventare la classica che se ne va in rehab causa bamba o vodka addiction. Ve lo dico, non siete più così tanto affascinanti. La vera, nuova tendenza è il vaginal rehab.

 

 

Devo dire che, io, un cazzo piccolo dal vivo, non l’ho mai visto: oggi abbiamo tutte le tecnologie per poter fare della prevenzione, insomma. Ma, a sto giro, sono incappata in uno davvero, davvero enorme. E non di quell’enorme che diciamo noi per autoconvincerci che “uh non ne ho mai preso uno così, ti gggiuro”. Un cazzo enorme al punto, da avere i rimorsi per aver deriso i minidotati su Tinder e implorare di avere una seconda chance.

 

Signore, son problemi. A partire dal fatto che non gli entrerà nessun preservativo delle marche principali, e finirete a usare dei sottomarca presi su Amazon, che in confronto alle buste di plastica da 2 centesimi, levate proprio.

 

Sfortunatamente, al cuor non si comanda. Ci sono donne che, pur di seguire il cuore, continuano a subire corna o poveracci che le portano a cena al McDonald. Io, ho continuato a subire questo cazzo mega galattico per mesi e mesi. Ho cercato di mediare col mio dotato partner, tipo “potresti inserirne solo tre quarti”. Ma si è dichiarato contro gli sprechi.

 

Insomma, questo dettaglio, e il fatto che siamo amanti del rough sex, sono stati la combo ideale per finire direttamente sulle staffe del lettino ginecologico. A forza di dai e dai, nella mia vagina non entrava letteralmente più un cazzo, neanche piccolo. E, dopo aver praticamente ghigliottinato le due dita del ginecologo, l’impegnativa per vaginal rehab è arrivata istantaneamente.

 

Pare, infatti, che alcuni traumi (quali ad esempio prendere ripetutamente un pisello di una certa mole) causino alla vagina una vera e propria ansia d’anticipazione, per cui si tende al punto, da non permettere più l’ingresso nemmeno di un tampone. Serviva una motivazione creativa per la prescrizione dello Xanax?

 

Nella fattispecie, il mio vaginal rehab, è consistito in otto incontri con delle ostetriche che, mediante dei meravigliosi massaggini esterni e interni, sono andate a sciogliere ogni singola contrattura (io non sono una sportiva e non ne avevo mai avuta una). Successivamente, vengono applicati degli elettrodi che vanno a riequilibrare la risposta muscolare. Il tutto condito con integratori, orali e vaginali, di estrogeni e probiotici per contrastare la secchezza e la poca elasticità. Le ostetriche, che nella mia esperienza o sono dolcissime o delle grandissime bastarde (a sto giro mi è andata bene), mi hanno spiegato che il vaginal rehab è una disciplina innovativa, ma alle donne capita spesso qualche problemino, anche solo a causa di stress o scompensi ormonali.

 

Per alcune pazienti, il sesso diventa impossibile al punto da pregare affinché il marito si trovi un’amante. Ed è a loro che voglio dire: signore, BRITNEY SURVIVED 2007. Non arrendetevi ai cazzi piccoli o all’astinenza. Votatevi al vaginal rehab (e in caso di cazzi mega galattici, a litri e litri di lubrificante).