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UN GIORNO TUTTO QUESTO SQUALLORE TI SARÀ UTILE

By ANSIA ARGENTO

. In GOSSIP

 

 

 

Quando Anna mi ha proposto di scrivere dei pezzi per Stai Zitta! – alle quattro del mattino, appollaiate sulla transenna del QLab – ho accettato con entusiasmo, e sono piuttosto sicura che non fossero i dodici long island a parlare, ma questa strana voglia di togliermi delle soddisfazioni. Durante la sosta-tequila sulla strada verso casa, mentre Anna flirtava col barista mollemente adagiata su videogames vintage, io bevevo shottini di dio-sa-cosa e fantasticavo sui pezzi da proporre. Femminismo & Modah, Patriarcato & Campari, un po’ di (si può dire cazzo?) qua e là, che fa sempre atmosfera. Non stavo più nel kimono dalla voglia di iniziare, anzi, non stavo più nel kimono e basta, quindi, dopo l’ultimo shot di benzina, ho raccattato gli amabili resti di Anna, i suoi organi doppi stranamente ancora al loro posto, e siamo tornate a casa.

 

Dopo il mio sonno di bellezza, un umile caffè, il battesimo di fuoco a piazzale cuoco, un lunghissimo viaggio notturno in blablacar con un razzista col braccio-di-legno, ritorno a casa. Casa è dove piangi sotto la doccia. Un giorno lo farò ricamare su un cuscino. Dico alla mia amichetta che scriverò qualche pezzo per SZ, che avevo già delle idee in mente ma non faccio in tempo a pronunciare una sillaba al riguardo che mi risponde, cinguettando: beh, è necessario. Con tutto lo squallore che attrai, nella vita, hai un sacco di materiale! Come ogni marchigiana che si rispetti, cresciuta a distillati secchi e risentimento, sfoggio il migliore dei sorrisi mentre la depenno mentalmente dalla lista dei miei amici.

 

Replico il tentativo di approvazione svariate volte con ogni persona a me cara, ricevendo risposte sovrapponibili: finalmente puoi mettere a frutto tutto questo disagio! Lo sapevo che tutto questo squallore ti sarebbe stato utile, un giorno! Racconta di quel tizio che, anziché mandarti la foto cazzo in chat, ti ha mandato un ritratto a olio del suo pene!

 

Accuso il colpo con leggiadria, leave Britney alone, dicendo che sì, sì, pensavo una cosa del genere, faccio un risolino vagamente isterico.

 

 

È vero, sono un magnete sull’enorme frigorifero dello squallore. Un magnete a forma di cuore che regge la ricetta dello xanax. Per me oramai lo squallore è ordinaria amministrazione. Non lo notifico neanche più. Se a sedici anni mi chiedevo che razza di infanticida satanica fossi nella mia vita precedente per meritarmelo, a ventotto quando conosco un ragazzo che mi dice, in rapida successione, che è a suo agio solo quando si veste da fauno e che gli ricordo una star dello spettacolo e mi prega di ricordargli quale, io faccio spallucce e gli rispondo: Carmelo Bene.

 

Come dicevo, ordinaria amministrazione. Ma non è colpa mia, è solo adattamento, darwinismo puro. Negli anni passi dal subire lo squallore, nascondendolo con lo stesso ritegno che si ha nei confronti di un tampax in seconda media, all’indossarlo come un monile. Un punto luce. Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany dice che i gioielli prima dei quaranta fanno volgare? Beh, non è con questo atteggiamento che sopravvivrete allo squallore, signorinelle. Se non volete ascoltare me, date retta a una Courtney Love in materia, forgiata dalle decolorazioni a quaranta volumi e dalle sigarette cerchiate di rossetto: La Vecchia.

 

La Vecchia era la mia datrice di lavoro – dove ‘era’ significa che non lavoro più lì, e non che sia morta, La Vecchia ci seppellirà tutte. Settantenne favolosa, sempre di ritorno da qualche incontro sensuale con giovani virgulti della cui innocenza probabilmente si nutre, una mantide religiosa. La mattina pronuncia più ‘sono nervosa, dammi dei tacchi più alti’ che ‘buongiorno’. Abbiamo tutte molto da imparare da lei. Prima lezione: rapporti di coppia.

 

Se non l’avessi vista nuda innumerevoli volte scommetterei che, da qualche parte, ha tatuato ‘odio i maschi’. Sostiene che la vita sessuale dopo i sessanta sia triste e squallida, popolata di vecchi vedovi coi capelli tinti che vogliono sposarti, mentre lei è rimasta una ragazza semplice, che chiede solo di poter indossare un abito volgare senza mutandine, e andare in un bar frequentato da camionisti, a succhiare olive da un Martini servito in un bicchiere inappropriato, strizzando l’occhio ai petti villosi. E siccome diamonds are girls bestfriends, ma anche un ruvido marinaio che ti ramazzi come un pavimento pieno di coriandoli ha il suo fascino, beh, amica, che dire? Hai sposato un uomo che odi solo per dare un dolore a tua madre? Chiediti: cosa farebbe La Vecchia?

 

Ha perso tempo a piangersi addosso e incidersi il cuoio capelluto per punirsi? Beh, sì, lei ama il drama. Però poi si è alzata, ha messo i consueti tacchi, e ha appeso nel suo ufficio il perizoma del bellissimo ballerino caraibico, spartano ma generoso amante di una notte conosciuto chissà dove. Un faro di lustrini per le giornate più buie.