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TURISTAS

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

Avete presente le spagnole in Erasmus che si ubriacano tutte le sere e si fanno scopare sui marciapiedi?

 

 

Il mio coinquilino cileno me ne ha messe due in casa ed ho scoperto che anche loro hanno dei sentimenti. Quante volte vi è capitato di leggere sui giornali o “Non è Lercio?!” titoli come ‘ragazza ubriaca fa pompino in centro città’, e ritrovarvi a scuotere la testa in segno di disapprovazione pensando #POVERAPUTTANA? Mano sulla coscienza e pensate a tutte le cose squallide che avete fatto VOI da ubriachi.

 

-Manu è un problema se vengono due mie amiche per qualche giorno?

 

-Amo ok.

 

Appena arrivate tirano fuori dagli zaini due casse di birra e un paio di bottiglie di vino, poi si presentano. Delfina è una ragazza simpatica, molto alta, non parla, ti urla direttamente nelle orecchie facendoti rimbombare la sua voce nel petto; l’altra è una biondina, la più tranquilla delle due (apparentemente), sempre col cellulare in mano in cerca dell’alcolico con gradazione più alta nell’arco di 300 metri.

 

-Allora, come vi siete conosciuti?- chiedo, -Oh, non ce lo ricordiamo, ma eravamo in un dormitorio a Napoli insieme!- rispondono entusiaste. -Quanti anni hanno?- chiedo di soppiatto al mio coinquilino, sono di quelle persone dall’età indecifrabile, fisicamente gli daresti dai 14 ai 34 anni, per via di tutte le droghe assunte, ma hanno la maturità e lo sguardo di chi ha visto e fatto di tutto, tipico delle persone che viaggiano molto. Non mi sa rispondere, non lo sa, gli chiedo da quanto le conosce davvero e mi risponde che non sono proprio amici ma più conoscenti di tappe alcoliche.

 

Insomma, ho due sconosciute in casa, apparentemente alcolizzate, che probabilmente mi priveranno degli organi doppi e svaligeranno casa per pagarsi il prossimo viaggio. In principio sono un po’ sulle mie -voi come vi sareste comportati al mio posto? (oltre a voler picchiare il mio coinquilino con uno straccio bagnato)-, ma al secondo bicchiere di vino rompiamo definitivamente il ghiaccio, iniziando a parlare di cazzo.

 

Delfina, la ragazza alta con un megafono innestato nella gola, mi sorride e vedo che ha un incisivo scheggiato -Oh! Hai visto il mio dente? Non so come l’ho rotto, ero in un camping a Roma e mi sono svegliata in strada con un ragazzo molto alto e dalle spalle larghe che mi dormiva addosso, era molto carino, è stato anche molto dolce: quando mi sono resa conto di avere la bocca piena di sangue mi ha abbracciata e mi ha spiegato che, durante le “effusioni” alcoliche della sera prima, ero caduta di faccia sul marciapiede (ride)-. Subito ripenso a quella volta che col mio ex abbiamo fatto sesso in piazza Duomo, ubriachi, sotto la statua equestre alle quattro del mattino, e ci siamo svegliati col tipo della nettezza urbana che quasi ci cadeva sopra. Poi nasconde la faccia tra le mani e mi dice, arrossendo imbarazzata, che il ragazzo aveva 21 anni, poi scoppia in una risata fragorosa che fa tremare i vetri dell’appartamento.

 

Quanti anni aveva il tuo ultimo ragazzo? mi chiedono; rispondo che al momento preferisco i ragazzi più maturi e lei mi svela che il ragazzo con cui aveva avuto il suo primo rapporto era un quarantenne, sposato, molto religioso e che, dopo averla portata in un albergo a ore, una volta finito il tutto, si era messo a piangere in doccia, pregando ad alta voce (ride ancora più forte). Le racconto dei miei daddy, mentre l’altra ragazza si pettina i lunghi capelli biondi con una spazzola-coltellino svizzero-multiuso e, appena finisce di pettinarsi, stappa una bottiglia -È molto comoda quando non hai un apribottiglie!-. Delfina mi chiede dei tips sui pompini, poi mi racconta che una volta era così ubriaca da aver vomitato sopra un turista tedesco e il suo amico (erano in un letto a castello, durante uno dei suoi tanti viaggi, e spesso finiva a fare sesso in ostelli con più persone in camera); ripenso ai miei after quando, sfiancati dalla serata, qualcuno collassava, qualcuno andava a scopare in qualche altra stanza, e i più molesti iniziavano a scopare sopra a quelli che dormivano.

 

Durante la prima sera a Milano, le ragazze vanno a fumare col mio coinquilino in darsena, io resto a casa. Ovviamente avrei mangiato la faccia a tutti e tre perché, tornati alle 3 a.m., pensano bene di farsi una paella vegana: l’odore invadente e le risate da cantante lirica di Delfina mi tengono sveglio fin quando non mi decido a mandare la gif di Jason Voorhees di Venerdì 13 che impala col machete un tipo, aprendolo in due. Perché litigare coi propri coinquilini quando puoi fargli violenza psicologica via WhatsApp?

 

Il secondo giorno vanno a fare shopping, mentre io sono a casa a contare le malattie veneree che avrei potuto prendere in giro per il mondo, se avessi avuto lo stesso spirito d’avventura di Delfina & Sofia. La sera andiamo a fare aperitivo al Leccomilano, un localino gay in Porta Venezia: loro sono sconvolte dall’ampio buffet (evidentemente in Spagna, e in tutti gli altri posti che hanno visitato le ragazze, quando fai aperitivo ti portano giusto quattro noccioline), io sconvolta dalla quantità di piatti che hanno preso e dalla velocità con cui fanno sparire le varie portate. Ripenso a quando ero una matricola e non sapevo ancora gestire i miei soldi: non mangiavo per 3-4 giorni e poi mi sfondavo lo stomaco nei vari locali dei navigli, mi riempivo la clutch (si usavo le clutch #poveradonna) di pizzette e andavo avanti con quelle fino a quando non diventavano durissime, che squallore.

 

Il terzo giorno le ragazze vanno via, non le ho potute salutare perché stavo interpretando la turista spagnola a mia volta (non ho dormito a casa ihih). Al mio ritorno a casa trovo come regalo un bracciale rosso di plastica dura, dal formato penso appartenesse a Delfina, che delle due è quella con cui ho legato di più, forse perché mi ha privato di 3/10 di capacità uditive: questo è il regalo più bello, così quasi non mi rendo conto di quando il mio coinquilino cileno ascolta Despacito.

 

Stay Classy. Stay Zitta.