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#SOYSOLA

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

Non è esattamente un caso se ho voglia di ritirarmi in un convento di clausura o di convertirmi all’islam come Lindsay Lohan. Vivo a Milano da sei anni, lavoro alle serate da quattro e so per certo di essermi fatto almeno il 50% della fauna locale.

 

In altre parole sono piena quanto Antonella Elia: PIENA.

 

Ogni venerdì i miei amici per convincermi a uscire o anche solo per svegliarmi dal mio status vegetativo indotto devono farmi un clistere di tequila & redbull. Sarà l’età, gli hangover che ormai durano giorni, i soldi che ormai preferisco buttare nel nuovo maglione a collo alto anti-cervicale di COS anziché appresso alla bustarella di bamba, ma per me le relazioni umane sono più faticose del sesso.

 

 

Sono molto stanca, molto provata: mentre i miei amici sono sempre più social e sempre più bisognosi di contatto fisico, io ho scelto di chiudermi a riccio in un bozzolo di solitudine e pasta al pesto. Questo però è solo uno degli stratagemmi che mi sta aiutando a sopravvivere in questo periodo di down chiamato senilità precoce.

 

Infatti essere consapevoli della propria condizione di #poveredonne sole stimola il proprio ego: Siamo sole perché vogliamo esserlo. Sola è bello – e comunque ricordatevi che avete sempre a disposizione circa 5000 amici di Facebook e la possibilità di auto-invitarvi a cena a casa di ognuno di loro con una vodka e un barattolo di pesto.

In caso però abbiate deciso di venire incontro al vostro destino e abbracciare la Solitudine ecco qualche altro genere di conforto per costruire la vostra serata ideale:

 

 

*Silenzio assoluto: Vuoi forse che il volume di risate allegre e spensierate coprano le telefonate che non riceverai o l’unico messaggio di tua madre che ti ricorda perché #seisola e di come hai fallito in tutto quello che hai tentato?

 

 

*Cibo: Ehi! #PoveraDonna!! SEI SOLA! Non c’è nessun fidanzato o amico che ti può giudicare se mangi il pesto direttamente dal barattolo col cucchiaino.

 

 

*Una superficie: Non serve un letto per assumere la posizione fetale e iperventilare dentro un sacchetto del pane. Puoi benissimo piangere sul piatto della doccia o più semplicemente sul pianerottolo di casa tua, ma non disturbare troppo i vicini. Singhiozza sommessamente ed in silenzio.

 

 

*Alcol: “Si può bere anche senza divertirsi” a parte che questo sarà il mio prossimo tatuaggio, è sempre cool postare su fb la foto di Paris Hilton sbronza e scrivere “Raga aiuto ho un hangover che la metà basta!!” Inoltre se non vi sbronzate almeno una volta alla settimana come pensate di complicare le vostre già rare e noiose interazioni umane? Scrivere ai vostri ex da sbronzi è sempre divertente! Giusto?

 

 

*iPhone: Vuoi forse perderti l’ultima Instastory del tuo bff che porta a cena fuori il suo fidanzato nel vostro ristorante preferito mentre tu sei ancora dentro il pigiama infeltrito dall’altro ieri? Anche avere una finestra sul mondo è importante, vedere le foto delle serate di gente sudata non vi farà rimpiangere di esservi ubriacati in casa da soli e aver passato il resto della serata a vomitare gli avanzi della pasta al pesto del pranzo.

 

 

*Un barattolo di pesto extra in frigo.

 

 

Diciamocelo, avere un fidanzato è una palla, è costoso e stressante, anche le mie amiche fidanzate lo dicono spesso. Dormire con qualcuno può essere piacevole – sempre se non russa, non tira calci, non ruba le coperte e non urla il nome di un suo ex nel sonno.

 

Coltivare delle sane scopamicizie più vere e sincere è meno emotivamente affaticante e less expensive, basta accordarsi su chi compri i preservativi e il lubrificante e il pesto per lo spuntino after sex.

Per le vere povere donne sole, il sesso diventa una scocciatura, si sta così bene sole nel proprio lettone a due piazze senza 80 kg di porco sudato sopra. Il sexting è un’alternativa piacevole da non sottovalutare.

Tu, il tuo schermo e il tuo barattolo di pesto sul comodino.

 

Stay Classy. Stay zitta.