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SLAVE 4 U

By EMANUEL AMABILIS

. In AMO

 

Nella variegata fauna di maniaci che cercheranno di destabilizzare la vostra

dieta di focaccine dell’Esselunga e psicoterapia ci sono loro (no, non i feticisti

dei piedi, quelli meritano un capitolo a parte) sto parlando degli Slave.

Personalmente non ho molto da raccontare al riguardo, non sono

propriamente un fan del genere, ma ad alcune delle mie amichette sì!

 

 

Ne ho intervistata una per voi:

 

SZ: Come sei entrata nel mondo degli schiavi?

 

Padroncina Sexy: Una sera ero a casa di una mia amica, eravamo in cinque,

solo ragazze, lei ci dice che più tardi sarebbe arrivato uno dei suoi slave, era

una situazione particolare, ma non mi ha dato fastidio, eravamo sedute in

cerchio, prima ci ha leccato le scarpe poi ci ha chiesto di prenderlo a calci a

turno. È stato strano, ma anche una buona valvola di sfogo!

 

SZ: Hai mai pensato cosa provasse uno slave?

 

PS: Tristezza presumo, credo siano persone molto sole, fanno quello che

fanno per avere un qualche tipo di rapporto col prossimo penso, oltre alla

componente psicoerotica presumo.

 

SZ: Perchè dopo la prima volta hai continuato?

 

PS: Beh, era molto conveniente, ho avuto tre schiavi, uno era come se fosse

il mio autista personale, dovunque fossi e a qualunque ora potevo chiamarlo

e lui mi scarrozzava ovunque. Il secondo mi portava a mangiare il sushi,

durante il pranzo non parlavamo, io guardavo il cellulare e lui guardava me,

alla fine di ogni pranzo mi regalava anche 50 euro. Il terzo è quello che ho

visto meno, voleva essere umiliato, lì ho avuto paura perché mi chiamava

spesso e qualche volta si presentava a casa mia, era diventato una specie di

stalker.

 

SZ: L’esperienza più particolare che hai avuto con uno slave? Perché hai

smesso?

 

PS: Quella volta che mi ha chiesto di fargli la pipì in faccia, non erano quelli i

patti, lui non poteva toccarmi, invece quella volta era troppo insistente, ad un

certo punto ha iniziato a palparmi, mi sono molto spaventata, fortunatamente

sono riuscita a mantenere la calma e gli ho tirato un calcio sulle palle. Non so

se gli sia piaciuto o meno, ma da quella volta non ci siamo più visti.

 

Dopo aver intervistato la mia amica ho cercato di vedere l’altra parte della

medaglia, così ho aperto Grindr ed ho fatto qualche domanda ad uno slave.

 

SZ: Qual è la definizione che dai tu stesso di “Slave”?

 

Slave: Dare una definizione è quasi impossibile, tanto è variegata e

personalissima la sessualità umana. Nel mio caso è la volontà ed il bisogno

fisico di essere posseduto.

 

SZ: Quando hai iniziato a sentire questo bisogno? E come hai iniziato?

 

Slave: Un paio di anni fa con una mia fidanzata. Le faceva piacere tenere in

pugno il gioco. Ha iniziato a prenderci gusto e dal dirigere le “operazioni”.

Siamo passati al comandare con ordini precisi. Prima durante il sesso, poi

durante la giornata.

 

SZ: Qual è stata una delle esperienze più particolari che hai avuto come

schiavo?

 

Slave: Con una sconosciuta che adorava umiliare. Giorni interi al guinzaglio,

costretto ad abbaiare come un cane. Ho bevuto da una ciotola.

 

SZ: Un’esperienza andata male?

 

Slave: Non è ancora successo, ma alcuni perbenismi potrebbero prima o poi

rovinare un rapporto.

 

SZ: Quanti “padroni” hai avuto negli ultimi due anni?

 

Slave: Sei, quattro donne e due uomini.

 

SZ: Hai mai subito violenza durante una sessione da slave? Non hai mai

avuto paura?

 

Slave: No, per fortuna. È un gioco di ruolo che eccita entrambi. Andare oltre i

limiti per entrambi vorrebbe dire fine del rapporto. E nessuno lo vorrebbe.

 

SZ: Cosa cambia tra un padrone uomo o donna? Quali sono le differenze?

Chi sa essere più sadico/perverso?

 

Slave: Gli uomini puntano sul fattore sesso e subito dopo perdono fantasia.

Le donne oltre al sesso vogliono essere padrone vere e riescono ad umiliarti

facendoti sentire una vera merda. Credo perché hanno più rabbia da sfogare.

 

SZ: Non saprei che altre domande farti!

 

Slave: Io si, sei proprio sicuro di non voler provare?

 

SZ: No grazie! Umiliare mi sembra troppo impegnativo e stancante, e poi

faccio abbastanza violenza psicologica via WhatsApp ad amici e coinquilini!!

 

Stay Classy. Stay Zitta.

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