Stai Zitta Logo

QUANDO SIETE POVERI

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

Quando siete poveri (perché lo siete. So benissimo che siete poveri) spostarsi in treno può risultare un problema.

 

 

Non parlo delle tratte Lambrate-Busto Arsizio per andare a trovare quell’etero confuso con la tartaruga che promette da quattro mesi a questa parte di lasciare la fidanzata e trasferirsi in pianta stabile a Milano per uscire alla luce del sole, invece di limitarsi a scoparvi (male) nel suo box auto.

 

Parlo di viaggi veri, dai 400 km in su. Bla Bla Car può essere un’ottima soluzione.

 

Voglio condividere un po’ di sano squallore con voi. La prima volta che ho usato Bla Bla Car è stato per andare a Roma a trovare un ragazzo che me la batteva da mesi. Mi ero appena lasciato col mio fidanzato sardo, avevo bisogno di attenzioni (cazzo) e lui non vedeva l’ora di darmene. Non ci eravamo mai visti, solo sexting per circa tre settimane. Ero emotivamente instabile, avevo bisogno di essere amata per quello che ero, una #poveradonna ferita e sballottata dagli eventi. Salire in macchina di uno sconosciuto con altri sconosciuti non mi sembrava un’idea terribile, avrei potuto evitare lo psicanalista parlando dei miei problemi con dei perfetti estranei, magari qualcuno anche carino, o forse sarei morta in superstrada travolta da un tir. Mi sembravano tutte ottime opzioni.

 

Così è iniziato il mio primo viaggio della speranza.

 

Ricordo benissimo la tristezza che mi trasmetteva il pilota, un signore abbondantemente sopra i cinquanta che da Milano scendeva a Roma per trovare la sua compagna ogni weekend, vivevano una storia a distanza da trent’anni. Il posto del passeggero frontale era occupato da documenti e scartoffie, era un geometra. La ragazza seduta vicino a me andava a trovare il suo fidanzato e ha cercato di instaurare una conversazione con me durate tutto il viaggio, ma aveva un occhio storto e io ero mega a disagio perché non riuscivo a capire quale fosse quello sano, così ho fatto la checca antipatica e le ho risposto sempre a monosillabi. Ero davvero in imbarazzo. È un peccato perché aveva dei bellissimi capelli, anzi, se per caso mi stai leggendo: scusa, non è colpa tua se sei nata orba, sono io che non so gestire le situazioni di disagio. Hai dei bellissimi capelli. Ti voglio bene.

 

Questo è stato il mio primo viaggio Bla Bla Car.

 

Se ve lo state chiedendo sì, poi mi sono fatto consolare dal puntello romano. I seguenti viaggi con Bla Bla Car sono stati più o meno squallidi allo stesso livello. In un’occasione ho fatto una tratta Milano-Torino con un padre di famiglia e il suo bambino di quattro anni che dormiva sul retro. Per tutto il viaggio non ha fatto altro che raccontarmi di come scopava le sue troie. Io ero sconvolta (ma anche un po’ eccitata) e solo la presenza del pargoletto ha impedito che mi attaccassi al daddy come un boa costrictor. Era una situazione malata.

 

Mi ha raccontato cose che pensavo possibili solamente in alcuni porno giapponesi che prevedono ragazze disinibite, molto elastiche, e delle anguille vive. Non tutti i viaggi sono stati orribili o a tinte erotiche, anche se nel 90% dei casi il discorso ricadeva sul sesso e l’uso di droghe. Spesso sono riuscito a dormire, anzi, alcune volte arrivavo agli appuntamenti direttamente da qualche serata. A tal proposito, vorrei approfittare per chiedere pubblicamente scusa alla coppia di anziani che mi ha portato nelle Marche dopo un PopstarZ particolarmente molesto: ho dormito tutto il tempo e quando ci siamo fermati, a metà della tratta in un autogrill, mi sono reso conto di aver sudato vodka e aver impestato la macchina di puzza di barbone ubriaco.

 

Vorrei anche sottolineare che non ho mai vomitato in alcuna macchina.

 

In un’altra occasione ho avuto la sfortuna di trovare, sia all’andata che al ritorno, una signora che gestiva un ristorante e che, in entrambi i casi, ha parlato di come cucinare testicoli di bue. In tutte le salse. Per due ore e mezza. Che squallore mio dio. Anche le mie amichette povere usano Bla Bla Car. Una di loro è stata fermata da una volante della polizia, durante il suo primo passaggio, perché gli agenti erano convinti si trattasse di una prostituta da poco caricata in macchina.

 

Tvb Cecilia, ma ti ho sempre detto che ti trucchi troppo pesante. Insomma, cosa ci insegna Bla Bla Car (oltre al disprezzo verso sé e gli altri)? Che nella vita non conta la meta ma il viaggio che intraprendete per arrivarci. Quindi non importa davvero se affrontate questi 400 km a bordo di un’auto guidata da una vecchia fumatrice di crack per andare a salutare vostro nonno per l’ultima volta, prima che la senilità faccia scempio di lui, o per permettere a un uomo ruvido di trattarvi come una puttanella per qualche ora tra i peluche di suo figlio, l’importante è compierlo con eleganza e coerenza.

 

Ubriache, senza mutandine e piene di xanax, ascoltando una playlist volgare, ridestandovi ogni tanto senza capire dove siete.

 

STAY CLASSY. STAY ZITTA.

 

💶 💶 💶 💶 💶 💶

 

SEGUI EMANUEL QUI