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PROVINCIALOTTA: TEMPI DURI COL DURELLO

By ALEX GIACOVELLI

. In GUCCIDERE

 

 

 

Trovare il proprio puntello in provincia può diventare una vera e propria guerra all’ultimo nude selfie: molti cadono sul campo di battaglia, alcuni hanno invece la fortuna di rifugiarsi in trincea e darci dentro (siete delle maledettissime troieh, lo so che lo siete).

 

Ma arriva sempre quel momento in cui siamo davvero agli sgoccioli, in cui nello spogliatoio della palestra preghiamo anche i padri di famiglia di ingravidarci, in cui organizziamo le orge con le scatolette del tonno. Tutti i tentativi vanno però in fumo. Cosa fare? Disperateh chiediamo aiuto ai nostri amici, alle cartomanti, ai volantini degli sconti che ci consigliano: “FATTI-UNA-SEGA!”. Si tesoro, fin qui ci arrivavo anche io. Se ti ho chiesto una mano è proprio perché non volevo arrivare a questo, o al massimo che me la facessi tu.

 

Vorremmo non arrenderci a questo consiglio del cazzo (è proprio il caso di dirlo), ma sappiamo anche che provare a resistere solo un altro giorno in più significherebbe sfiorare livelli di intrattabilità che tua madre quando la tratti da schiava levati proprio. Ci decidiamo e accettiamo a testa china quel consiglio.

 

Dovete sapere però che a casa dei miei (dove talvolta ritorno causa #poveranza) la privacy è come l’orgasmo femminile: esiste, ma è raro che venga concesso. Anche voi carissime amiche che mi seguite da casa e condividete una camera doppia sapete benissimo di cosa parlo. Quando siete nel mood giusto, potete anche fregarvene di chi vive con voi (magari perché fa troppo caldo per coprirsi con una coperta, magari perché l’essere osservati dal coinquilino in astinenza peggio di voi non vi dispiace affatto). Ma la maggior parte delle volte vorreste mantenere una certa dignità (o almeno, conservare la poca che vi è rimasta) e non fare la figura dei liceali beccati sul loro primo sito porno (ciao mamma, lo so che te lo ricordi e che ho rubato parte della tua innocenza ma… cosa ti aspettavi?).

 

Ma anche se il nostro compagno di stanza fosse il Papa in persona, non potremmo fare a meno di toccarci (e menomale direi).

 

Ed ecco quindi una serie di pratici consigli da mettere in atto quando avete da dispensare tanto amore (cazzo), ma nessuno a cui donarlo:

 

1. USA LA FANTASIA. La Regola 34 di internet parla chiaro, non ci sono limiti alla pornografia. Ma personalmente (nonostante mi ritenga porno-dipendente) ritengo molto più soddisfacente creare una fantasia che parta da basi legate alla realtà: il cassiere che ti sembra aver ammiccato scorrendo la pasta Barella, il tizio davanti a te in fila alla posta che ha mostrato esperienza nel ricevere i pacchi, tuo zio… no anzi, quello te lo sei fatto per davvero.

 

2. IL TROPPO STROPPIA. Ok, ti sei appena lasciata con il tuo ragazzo che non perdeva occasione di ricordarti quanto fossi inferiore alla sua ex (e stavate insieme solo perché era ninfomane). Adesso ti vuoi consolare, ma c’è un limite. Dopo la quarta volta, puoi anche smettere.

 

3. DOPO, LAVATI. L’odore del sesso è eccitante, tranne quando la tua camera comincia ad esalare miasmi che ti fanno capire che ormai condividi la stanza con una barbona (che in realtà sei tu, ma non lo ammetterai mai perché sei pazzah)

 

Devo però ammettere che, a volte, il momento più bello non è venire, ma rendersi conto che non esiste altra persona al mondo che ti sa toccare, ti sa far eccitare più di te stesso. It’s a lonely road… filled with cum…
Poi però, passati quei cinque minuti, mi rendo conto che la frase precedente è una stronzata. Noi ragazzi di provincia ci dobbiamo arrangiare. D’altronde… if you can’t make cum yourself how in the hell you gonna make cum somebody else?

 

XOXO, la vostra #provincialotta