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OH MADRE!

By EMANUEL AMABILIS

. In GUCCIDERE

Oggi vi presentiamo Nicole Valenti, longilinea e bellissima promessa della modah italiana. Abbiamo deciso di iniziare la nostra intervista da Ralph, entro con 25 minuti di ritardo, Nicole alza i suoi occhi verdi dal suo gin tonic, mi guarda e mi sorride “Ciao ama!”

 

 

SZ: Ho trovato il nome della tua collezione molto particolare, come mai hai deciso di chiamarla proprio “Oh Madre!” ?

 

Nicole: Da brava ragazza calabra sono molto legata alla mia famiglia e ho deciso di dedicare questa collezione alle donne e agli uomini che la compongono; sento molto mio il concetto di Donna Calabra, è lei il capo famiglia, per cui ogni capo è ispirato a un momento specifico di una donna in particolare della mia famiglia. La massima ispirazione, per me, è stata mia nonna, non credo di averla mai vista struccata in vita mia. È sempre stata una donna impeccabile, anche in chiesa era fiera di sfoggiare il suo rossetto rosso -Iconica- ha sempre tenuto molto al suo aspetto; un ricordo che mi piace raccontare è questo: una volta mia madre, da piccola, si è fatta molto male a scuola e le maestre hanno chiamato mia nonna per andarla a prendere, lei è arrivata in ritardo perché era troppo occupata a truccarsi (ride). Quando mio nonno è morto lei non è caduta in depressione, anzi, non si è mai dimostrata debole o provata dalla situazione, era sempre elegantissima e fiera, da brava donna del sud.

 

SZ: Se solo sapesse quanto strucchino bene le lacrime… Come mai hai deciso di chiamare i capi della tua collezione tutta al femminile con nomi di uomo?

 

Nicole: Perché dietro ogni grande uomo cʼè sempre una grande donna! La collezione è tutta femminile ma sono molto legata anche alle figure maschili che hanno influenzato me e le donne della mia famiglia.

 

SZ: Da cosʼaltro è stata “contaminata” la tua collezione?

 

Nicole: Da vari “film vecchi”, il mio preferito in assoluto “Le finte bionde” di Vanzina, che ho amato follemente!! So che qualcuno potrebbe odiare quello stereotipo, ma per me è quella la donna vera. Insomma, chiunque nella propria famiglia ha avuto una zia o cugina che si è fatta bionda perché la Schiffer si era platinata negli anni ʼ80! (Ride)

 

SZ: Parlaci dei vari outfit che hai realizzato!

 

Nicole: Ogni look ha un nome. Il primo look si chiama–

 

STEFANO

 

 

Mio padre nonché punto fermo della mia vita, è il classico tailleur un poʼ serioso, è un look che ogni donna può indossare, al lavoro, in ufficio, o al funerale del suo amante! Questo look è nato da un ricordo, io non sono stata battezzata appena nata, quindi ricordo esattamente il giorno della cerimonia, mia zia e mia madre avevano questi tailleur importanti, con grandi bottoni dorati.

 

RICCARDO

 

 

Ispirato ai miei amici, è la donna giovane che vuole andare in discoteca e mostrarsi ma, come puoi vedere, lo scollo è coperto da una camicia; questo look è ispirato a quelle ragazze del sud che hanno unʼindole provocante ma sono costrette a celarsi per i voleri, appunto, della famiglia che le preferisce pudiche. Un poʼ una Lolita che vuole lʼuomo serio!

 

DOMENICO

 

 

Mio zio, molto legato ai valori, credente come mia nonna. Il look è ispirato a lei, super imbardata, accessori eccessivi e labbra pittate rosso fuoco. Ricordo quando faceva le offerte in chiesa e prendeva il suo enorme porta monete di Prada a clip, o quando andava a prendere la comunione e, in mezzo alla chiesa, io vedevo solo lei, spiccava in mezzo alla folla come un albero di Natale per i suoi look, quasi eccessivi ma sempre eleganti.

 

NINO

 

 

O Antonino, il nome di mio nonno. La posa della modella è molto drammatica, ma la tristezza viene interiorizzata: così ho voluto interpretare il dolore di mia nonna, che non ha mai fatto la vedova triste, non si è mai vestita di nero, tranne il giorno del funerale, andava alle cene, si faceva vedere per la donna di potere che era. Splendida e sempre maestosa.

 

ANTONIO

 

 

Mio zio, avvocato, molto legato alla cultura e ai libri. Lʼoutfit è uno scintillare unico ma, come vedete, nello styling abbiamo voluto aggiungere delle mele, perché la donna Valenti è una donna newtoniana, è in grado di fare tutto, è intelligente e può brillare ricoperta di strass pur rimanendo una donna con le palle, può essere una bionda provocante ma anche avere un cervello!

 

ALDO

 

 

Aldo è il mio fidanzato; il look è ripreso da alcune foto dei miei genitori, da giovani, stavano insieme e si facevano le foto ai primi appuntamenti. Vuole rappresentare una giovane borghese anni ʼ80, accessoriata e sensuale. È un look che ho visto spesso addosso a mia madre, indossava questi look a pattern e, siccome i miei sono sposati da quasi trentʼanni, ho deciso di dedicare questʼoutfit al mio fidanzato, per buon auspicio! (Ride)

 

MARCELLO

 

 

La mia musa! Nonché fotografo della capsule collection. Anche lui è del sud e gli ho dedicato questo look. La cornice usata come accessorio è un riferimento agli ex-voto, una pratica che ancora si usa al sud, soprattutto tra i più anziani: le donne fanno questo dono a Dio per ricevere in cambio una grazia. Legano i propri lunghi capelli in una treccia, la tagliano e la incorniciano come dono per la Madonna o un Santo specifico. Questo look è un poʼ ambiguo, una volta realizzato lʼho guardato e ho detto “ma che cazzo ho fatto? È Orange is the new black!!”. Purtroppo la Calabria è rinomata anche per questo, la donna di questo look è una donna sola, che sia per la malattia del marito o per il carcere!

 

FRANCESCO

 

 

Mio zio, dopo un matrimonio finito in drama, ora ha avuto una bimba, Elda, con una nuova compagna e si amano molto e questo look è ispirato, in maniera ironica, a come diventerà la bambina da grande, che ovviamente porta il nome di mia nonna, spenderà i soldi del padre, un look dorato come i soldi!

 

SZ: Cʼè una contrapposizione tra lo stile della tua collezione e il concept che hai voluto usare, sono chiaramente le copertine del CIOÈ!

 

Nicole: AHAHAH! SI! Lʼho fatto apposta, tutto è stato pensato minuziosamente. Mi dava noia lʼidea della campagna solo con la foto patinata, si ok, che bella, la scannerizziamo e la ristampiamo per fare lʼeffetto vintage? NO! Io ero quella che, da piccola, la domenica mattina andava in edicola per comprarsi il Cioè solo per fare quegli stupidi test o per gli accessori trashissimi! Volevo riutilizzarlo in maniera ironica. Amavo tutto del Cioè, anche i fotoromanzi a fine numero! Era bellissimo proprio perché era O-SCE-NO!! (Ride) Così ho voluto riprendere questʼidea, un poʼ per “alleggerire” il mood della collezione, così borghese e forse troppo chic -pausa, fa una lunga sorsata di gin tonic- alla mia collezione manca giusto il poster di Lee Ryan, che negli anni ʼ90 era il più bello del mondo.

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