Stai Zitta Logo

Solo Perchè Bevi Come Paris Hilton Non Vuol Dire Che Sai Scrivere Come Lei

By FLAE DISSA

. In GOSSIP

Immagina una supermodella. Lei è Russa, tinta di biondo, magra e incazzata. Ti guarda negli occhi, sorride, e dice: “ogni mattina faccio colazione con acqua e bicarbonato.” Non sono una modella, non sono neanche femmina, ma voglio che tu abbia in testa una bella immagine mentre leggi la ragione per cui faccio sempre colazione così.

 

Ho finito da poco la mia maratona alcolica. Ho bevuto tutti i giorni fino ad ubriacarmi per un mese intero. Ho conservato tutte le bottiglie vuote in un grosso cassetto nell’armadio. Ho deciso di conservarle perché quando bevo, il giorno seguente, ricordo quasi niente di quello che è successo il giorno prima. E appunto perché le cose peggiori non te le scordi mai, ti dimentichi sempre quanto alcol bevi. Volevo capire se c’era da preoccuparsi seriamente per il mio fegato contando le bottiglie di alcol che esaurivo ogni giorno. Ma dato che preoccuparsi non aiuta L’AMBIZIONE ARTISTICA, mi è presto venuto in mente di scrivere questo articolo per “Giovani Artisti Alcolisti,” che non aiuta a nessuno 🙂

 

 

Se tu che leggi sei un giovane artista che sta per iniziarsi all’alcolismo, capirai di essere sulla strada giusta quando comincerai a perdere amanti e amici per l’arte. Se sei invece uno scrittore che crede che bere o drogarsi per fare arte non serve, dovresti chiudere questa pagina e scusarti di esistere. Perché nella migliore delle ipotesi sei un imbecille, nella peggiore un futuro giornalista per Corriere.it.

 

Quando componi un’opera d’arte, in particolare letteraria, l’alcol ti aiuta in primis a scrivere ciò che realmente pensi e che non avevi il coraggio di scrivere (di te stesso e su quanto odii te stesso). Scrivo da ubriaco ma non correggo mai da sobrio, come suggeriva invece Ernest Hemingway. (Buzzfeed > Hemingway). Secondo la mia esperienza è molto meglio scrivere da ubriachi e correggere da fatti. L’unica cosa da fare da sobri è spedire il manoscritto alla casa editrice. Tutto ciò che si scrive senza bere è quasi sempre piatto, monotono e artisticamente irrilevante (avete visto cosa è successo alla vostra preziosa Lady Gaga quando ha smesso di bere whiskey ogni giorno?). Ho anche scoperto che bere alcol la mattina è molto meglio che berlo la sera. Ti rende più allegro e vivace e idee e concetti scorrono ancora più fluidi. (Però non dimenticare la colazione di supermodella)!

 

 

Sappi che se hai una laurea, il mio consiglio è di bere sempre un po’ di più rispetto a chi non ne ha una. Il peggior nemico dell’intuito sono i libri di scuola. Bere ti aiuta a dimenticare tutte quelle congetture di chi pretende di interpretare l’arte senza averla mai fatta. Bisogna sempre ricordarsi che i professori imparano l’arte dai libri, invece gli artisti possono assimilarla anche (e soprattutto) chiacchierando animatamente con uno sbronzo di Tavernello che barcolla sul ciglio della strada. Tutti gli scrittori del passato che hanno imparato l’arte in questo modo, adesso, siamo costretti a studiarli sui libri di scuola e università, e le loro opere sono state ingozzate dell’agonizzante prosopopea dei critici che ne ha in sostanza snaturato ogni istanza rivoluzionaria appiattendone l’essenza eversiva.

 

Per capire come alcolizzarsi in modo corretto è necessario partire da ciò che non bisogna fare. I peggiori alcolici in assoluto sono i liquori alla crema tipo il Baileys, che sconsiglio vivamente se non si vuole finire al cesso prima di essere veramente ubriachi. Subito dopo ci sono robe come il Martini Rosso. Ne avevo una bottiglia in bacheca da un po’ di tempo, anche se l’invecchiamento lo ha reso sicuramente più secco e meno nauseante, rimane decisamente uno dei peggiori alcolici coi quali ubriacarsi. Dopo il secondo bicchiere alla goccia comincia a diventare imbevibile. Il vino bianco bevano solo le persone che vogliano piangere, e il vino rosso le persone che vogliano mangiare. Se voglio bere qualcosa di decente alle erbe mi compro un amaro. Al contrario, gli alcolici che mi hanno aiutato maggiormente a espellere tutta la violenza creativa che avevo dentro, come a esprimere una specifica sensazione in modo così vivido quanto la carne scorticata sono stati il Brandy, lo Scotch whisky e la vodka (rigorosamente liscia).

 

 

Il bello di essere degli scrittori alcolisti è che l’ispirazione può arrivare, oltre che dall’alcol in sé, anche dalle situazioni assurde in cui ti puoi cacciare. Non è un caso, infatti, che la party-girl Cat Marnell (di NYC) abbia scritto il libro migliore del 2017 (non scherzo questa volta)!

 

Nel quartiere popolare romano San Lorenzo spaccare bottiglie di birra Peroni sull’asfalto dopo averle bevute è quasi una tradizione. E’ una sorta di battesimo delle strade, in nome di una gioventù festaiola e irriverente. Il problema però arriva quando si prova a esportare questa tradizione in quartieri meno popolari come Piazza Bologna. Può capitare che qualcuno si incazzi. Se vieni coinvolto in una rissa e sei uno di quelli abituati a spaccare le bottiglie a terra, sappi che sarai portato a usare quella stessa bottiglia anche come arma di autodifesa. (Una bottiglia rotta non ci sta dentro il cassetto nell’armadio!) Se cominci a metterti le mani addosso con qualche stronzo dopo aver bevuto è difficile renderti conto che ciò che hai in mano può fare molto male prima di averlo già usato. Ma essendo ottimisti qualora non ti capitasse di finire in caserma o in ospedale, descrivere una rissa quando la si è vissuta in prima persona è molto meglio che inventarsela (posso garantirvelo). In caso contrario, beh, aveva ragione Ernst Jünger quando diceva che se con l’ebbrezza alcolica “porzioni di tempo vengono anticipate”, fare lo scrittore in queste condizioni è un po’ come “prendere un prestito ciò che prima o poi va restituito”.

 

 

Comunque, un fatto importante da ricordare é: BERE TI FA MORIRE PRESTO E GLI SCRITTORI DIVENTANO SEMPRE FAMOSI DOPO CHE SONO MORTI!

 

Spero che questi consigli possano aiutarti a completare la tua opera prima di finire al cimitero–o su Thought Catalog. Sebbene in Italia non esista ancora il reato di istigazione all’alcolismo (grazie al cielo), credo sia arrivato il momento di chiedere alla mia adorabilissima coscienza alcolica di smetterla. Stai Zitta!

 

*FLAE DISSA è il primo uomo eterosessuale che ha scritto per STAI ZITTA! Lo abbiamo conosciuto quando ha scritto un trolling-article di Stai Zitta (geniale) che puoi leggere QUI 🙂