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Marianne Mirage – Canzoni Che Fanno Male Male Bene Bene Male Bene Male Bene

By VIRGINIA W. RICCI

. In COOLTURA

Per un’assurda casualità della vita mi sono ritrovata a intervistare Marianne Mirage durante la settimana HOT di Sanremo. Lei gareggiava tra le Nuove Proposte, era decisamente la mia preferita, e ovviamente è uscita subito dalla competizione perché la vita con me è sempre un po’ sgualdrina. Non che “perdere” a Sanremo sia mai stato sintomo di una grave malattia, anzi, a volte chi vince è presto rimosso (come dimenticare Giò di Tonno e Lola Ponce ad esempio, o i tanto bistrattati Jalisse?) dalla memoria collettiva. Sono sicura che non succederà così per Marianne, innanzitutto perché una che riesce a mettere su uno show con una chitarra e una voce non rimarrà mai col culo per terra.

 

D’altronde è una che ha iniziato suonando nei localacci o per strada, a volte addirittura in aeroporto per tirare su i soldi per imbarcare la chitarra. Non gliene frega un cazzo, a lei basta suonare, che sia sul palco dell’Ariston o agli imbarchi Easyjet poco cambia. Questa è la parte che mi piace sul serio di lei. Oltretutto, lasciando da parte il pezzo sanremese scritto da Francesco Bianconi (che, devo ammettere, quando scrive per altri si toglie una bella dose di pedanteria e risulta addirittura piacevole), è cantautrice. Ed era quasi scritto nelle stelle che una donna gnocca, forte, indipendente, con la chitarra rossa avrebbe prima o poi gravitato nell’universo di Caterina Caselli.

 

A quanto mi racconta Mirage, il provino in Sugar consisteva in una sorta di showcase privato davanti alla Signora della musica in persona in cui ha dovuto tirare fuori un bel po’ di cartucce dal proprio repertorio prima di conquistare il cuore di Caterina. La Sugar è una grossa etichetta indipendente, non ha tutto il denaro delle major, quindi la scelta degli artisti da mettere in roster è sempre molto ponderata—questo dovrebbe inorgoglire Marianne più di qualsiasi non-premio a Sanremo. In ogni caso il suo EP si intitola “Le Canzoni Fanno Male” come il pezzo che ha portato al Festival e sviluppa l’anima più scanzonata e pop di Marianne, anche se io so che dentro di lei c’è un cuore di gitana.

 

Siccome io e la ricciolona di Cesena abbiamo simpatizzato (entrambe siamo molto fan di Kendrick e Action Bronson, di cui lei fa cover acustiche impressionanti) le ho chiesto di regalare a STAI ZITTA una playlist con le canzoni che le fanno male o bene o quello che vuole. Ecco i pezzi che ha scelto per noi:

 

 

FIRST TIME (MACY GRAY)

 

 

“La canzone che mi fa piangere in questo periodo… e non vedo l’ora di vederla live in Italia tra poco.”

 

BLUE BOSS (SAMPA THE GREAT)

 

 

APRITI CIELO (MANNARINO)

 

 

G.O.M.D (J.COLE)

 

 

“Le tre canzoni nella mia playlist che mi mandano in fissa, e ce ne sarebbero altre ma non potevo scriverle tutte…”

 

SUMMERTIME (KAT EDMONSON)

 

 

“Questo standard jazz cantato da lei così mi rilassa e quindi lo ascolto spesso quando faccio yoga/meditazione.”

 

PHONE DOWN (ERYKAH BADU)

 

 

“Il miglior pezzo del 2016 in assoluto, felice del suo bellissimo ritorno!”