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LA MIA FUGA DA SCIENTOLOGY

By EMMA MARTINELLI

. In COOLTURA

 

 

Sono stata cresciuta più o meno cattolica, come molti di noi per far contenti i nonni, per i regali della comunione e per fare battute sui preti pedofili. Ma adesso non lo sono più, Dio è morto e non abbiamo più bisogno di lui. Mentre scrivo quest’ultima affermazione una fredda ondata di paura attraversa la mia schiena per un attimo, ma proprio perché molti dettagli sulle religioni danno i brividi, trovo necessario scherzarci sopra. Come Natasha Leggero e Moshe Kasher che durante il ricevimento del loro matrimonio si sono appartati per una sveltina e dopo hanno calato questo lenzuolo dal balcone, solo per fare incazzare i parenti di lui:

 

 

Per questo mi limito a seguire (molto vagamente) culti scherzo-goliardici come il Dudeismo, religione basata sul film Il Grande Lebowski, del quale sono ufficialmente una sacerdotessa. In alcuni stati posso anche celebrare matrimoni, ma solo tra pinguini gay.

 

Adesso mi considero agnostica. Agnosticismo = dottrina filosofica che afferma l’incapacità della mente umana a conoscere l’assoluto, in quanto estraneo alla scienza positiva. In pratica sono troppo pigra. Troppo pigra per decidere in quale tipo di aldilà finirò dopo aver mangiato il milionesimo kebab con dentro tutto, ma non abbastanza arrogante da essere atea e sicura che non ci sia davvero niente oltre la vita terrena, e poi credo un po’ alla Forza di Star Wars e al Ministero della Magia.

 

In ogni caso le religioni mi affascinano, e i culti ancora di più, così un giorno chiamo la sede Scientology di Milano, fisso un appuntamento per una visita autoguidata di un’ora e ci vado con dei miei amici.

 

Obiettivo prefissato: uscire da lì sani di mente e senza aver speso un euro.

 

Io e i miei compagni (Marghe e Mattia) arriviamo davanti alla COLOSSALE sede di via Fulvio Testi alle 20:00 ed entriamo. Ci troviamo in un cortile enorme contornato da vari edifici tutti facenti parte di Scientology, c’è pure un bar e accanto al bar c’è l’edificio adibito alle visite. Entriamo e come prima cosa notiamo che tutto sembra molto costruito, vediamo al desk due donne che fanno chiaramente finta di essere occupate, ma che in realtà aspettano solo noi da ore. Le due donne ci accolgono in un primo approccio pieno di disagio (nostro), una delle tipe ci fa strada e ci mette davanti ad una serie di clip a metà tra video motivazionali e trailer di Rambo, con narratori che raccontano solennemente le epiche gesta del grande L. Ron Hubbard, fondatore del culto.

 

Dopo la visione ci invitano a fare il test di personalità, ed io da vera cretina che da piccola ha fatto tutti i test di Cioè, rispondo: “SIII!”. Marghe e Mattia mi guardano come Goebbels guarderebbe il film delle Spice Girls, allora mi rendo conto che il test potrebbe essere una trappola, chiedo come si svolge, e la tipa in maniera molto accomodante mi risponde che lo vedrò facendolo.

 

Entriamo nell’area dei test e le matite per compilarli sono proprio belle: Faber Castell giallo laccato con gomma incorporata appuntate perfettamente. Poi *SBAM!* un foglio con duecento domande, ecco una piccola selezione:

 

L’ESPRESSIONE DEL TUO VISO CAMBIA, PIUTTOSTO CHE ESSERE SEMPRE LA STESSA?

 

“Cambia solo se vedo un cane e dopo il conguaglio del gas.”

 

LEGGI ORARI FERROVIARI, ELENCHI O DIZIONARI SOLO PER DIVERTIMENTO?

 

“Scegliere il cibo su Just Eat conta come leggere?”

 

HAI “SPRAZZI DI ENTUSIASMO” SOLO SU POCHI SOGGETTI?

 

“Mi stai dando della troia?”

 

TI SOFFERMI SPESSO A PENSARE ALLA MORTE, ALLA MALATTIA, AL DOLORE E AL DISPIACERE?

 

“Ascolto Lana Del Rey.”

 

PENSI SPESSO ALLE PASSATE DISGRAZIE?

 

“Ho comprato tutti i suoi album.”

 

USERESTI DELLE PUNIZIONI FISICHE SU DI UN BAMBINO DI 10 ANNI SE SI RIFIUTASSE DI OBBEDIRTI?

 

“Lo porterei al suo concerto.”

 

Dopo aver consegnato il test, ci hanno prelevati uno ad uno e messi in stanzine minuscole con degli intervistatori che ci hanno propinato infiniti pipponi su cosa non andasse nelle nostre vite secondo i risultati del test.

 

Durante il colloquio con il tipo, che cerca di affibbiarmi i corsi/libri di Scientology più adatti a risolvere i miei problemi (sfiducia verso il prossimo, sesso occasionale), mi suona la sveglia delle 22:00 che mi ricorda che devo prendere la pillola per continuare a fare sesso occasionale, ma mi ricorda anche che sono lì dentro da due ore.

 

Cerco di dileguarmi con qualche scusa del tipo “devo andare, è tardi e non ho più voglia di stare qui”, ma il tipo non mi molla. Dopo altri dieci minuti cambio faccia da scocciata a Wanna Marchi e gli abbaio qualcosa del tipo “non mi avrete mai!”. Lui, un po’ sudaticcio e preoccupato mi risponde frettolosamente: “Ok, arrivederci”.

 

Sono uscita, Mattia era già fuori da cinque minuti, Marghe era ancora in balìa della sua intervistatrice. Alle 23:00 circa, dopo una visita di un’ora durata tre ore, eravamo tutti fuori, finalmente liberi.

 

Bilancio delle uscite/entrate
Nessuno ha comprato niente, anzi, siamo usciti con: un ombrello in più, una matita molto bella e la rinnovata voglia di apprezzare le piccole cose come il poter uscire da un edificio quando lo si desidera.

 

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