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KILL YOUR IDOLS

By EMMA MARTINELLI

. In GOSSIP

 

Voglio essere sincera con me stessa:

 

Ho talento? Faccio schifo? So davvero fare qualcosa? O peggio ancora, sono mediocre? La mia ambizione supera di gran lunga il mio talento. Anni fa immaginavo che a questa età (25 anni) sarei già stata una donna di classe e di successo che beve champagne direttamente dai pettorali di James Franco. Invece ho perso tempo per 24 anni dopodiché mi sono svegliata dal coma etilico e mi sono trasferita a Milano, ho trovato uno stage non pagato, ho scaricato Tinder e sono diventata ufficialmente povera.

 

Una volta una persona mi ha detto che ho talento, ma la stessa persona pensa che se ti fai il bidet con la Coca-Cola non rimani incinta, quindi non so quanto valga.

 

Mi prende ancora più male quando (sempre) penso ai miei eroi e a quanto siano fichissimi e super talentuosi e a quanto io in confronto a loro possa solo essere il tizio fastidioso che gli pulisce i vetri della macchina al semaforo e contemporaneamente i moscerini attaccati al loro parabrezza (non sono così magra, in questa metafora prendo anche lo spazio dei moscerini).

 

Ho sempre avuto idoli e ce li ho ancora. Avere idoli è come una droga e come ogni migliore droga, non è salutare. Il confronto con gli idoli ti può far sentire inferiore: se ti paragoni a loro ti prende male e trovi la scusa per non fare più un cazzo e non alzare più il culo perché “tanto non sarai mai a quel livello”.

 

Io però avevo un eroe che non mi faceva sentire inferiore, uno che mi ispirava davvero: Louis CK.

 

Lo amavo, sembrava un povero stronzo come tutti noi, ma riusciva a far ridere il mondo con la sua arguta panzonaggine, e mi dava l’idea che ce l’avrei potuta fare anche io perché lui ci ha messo 40 anni di carriera a diventare uno dei migliori. Era la dimostrazione vivente che con anni di duro lavoro e tanta passione ce la si potesse fare.

 

Bene, è venuto fuori che era un pervertito, non uno di quelli cool come Emanuel Amabilis, ma un ciccione sudaticcio che si fa seghe (non richieste) davanti alle tipe mentre loro gli ridono pure in faccia.

 

Quando è uscita la notizia ci ho sofferto come se fosse mio padre, ci ho anche pianto durante una di quelle sbronze emotive che tanto mi piacciono.

 

Recentemente ho anche sognato di picchiarlo, lo prendevo a schiaffi nel parcheggio sotterraneo dell’Ipercoop. Quel povero segaiolo mi aveva delusa e sognare di picchiarlo è stata una soddisfazione non male, poi ci ho limonato e lui era molto sopraffatto, non capiva. Io capivo invece. Lo amo. Lo amo ancora quel pelato brutto testa di cazzo. Lo odio poi lo amo poi lo amo poi lo odio poi lo amo. Ma soprattutto odio me stessa per amarlo ancora. Ho tirato fuori tutti i libri di femminismo per redimermi, e poi a distanza di mesi mi sono calmata. Adesso ho iniziato a vederlo per quello che è, un essere umano, e me lo immagino alla Lidl mentre mi passa i fagioli in scatola alla cassa.

Era questo il problema: prima di allora io non pensavo che lui fosse una persona vera, ma lo era, e come tutti gli esseri umani mi ha donato ettari di delusione.

 

Riassumendo, per due motivi, se ne hai, devi uccidere i tuoi idoli:
1) ti faranno sentire inferiore e

2) ti deluderanno comunque.
Uccidi quelli che tieni sul piedistallo più alto, uccidili parlando male di loro, uccidili non parlandone affatto, uccidili per farli tornare umani. Uccidili per prendere il loro posto 😉

 

John Lennon era un rissoso, Johnny Depp puzza di cassonetto dell’umido e che Madonna vada affanculo!
Mi sento già meglio!

 

Ad oggi non so cosa sono, se ho qualche seria qualità o no. Alcuni direbbero che sono una povera puttana Qualcuno direbbe che sono una sognatrice, perché ho già il discorso pronto per l’accettazione dell’oscar (il pubblico riderà e piangerà, alla fine ringrazierò mamma, babbo e gli autisti della 90) però vivo in una tripla in Barona, ma non sono l’unica. Infatti oh voi che state leggendo, se anche voi siete sognatori e/o vivete o avete vissuto in Barona mi capirete.

 

L’unica cosa che possiamo fare è mettercela tutta per tirare fuori tutto il talento che possiamo. Alleniamoci a fare quello che più amiamo anche se per adesso non siamo molto bravi.
Ad esempio, se la vostra passione è fare i pompini, allora allenatevi a sembrare di stare soffocando senza soffocare davvero.

 

Senza allenamento non diventerete bravi, soprattutto se come me non avete alcun talento.
A noi povere puttane nate con nessun dono serve lavoro duro per diventare qualcuno. Dovremo sgobbare perché non si può contare sul destino (è un maschio e fa rima con cestino) e per questo ho scritto una poesia per celebrarci:

 

Ode alle Povere Puttane

 

un arcobaleno che attraversa un cesso pubblico
una Loboutin con un chewingum sporco dimmerda attaccato alla suola
un cane brutto a cui puzza l’alito, ma che ha tanti amici
una bambina che bestemmia il giorno della sua comunione
Ornella Vanoni ubriaca sul palco di San Remo
È la povera puttana
che arriva speranzosa
zoppicando
al tramonto
con un calice in mano
pieno di piscio.

 

 

8==D~