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EDITOR’S LETTER #1: WELCOME TO PARADISE

By TEA HACIC

. In GOSSIP

 

~nothing’s braver in this world than being a slutty girl~

 

Ciao, io sono Tea. Forse mi conosci dal bagno dell’ ESSELUNGA, o dalle mie rubriche di sesso per VICE e WIRED Italia. Le scrivevo perché 1) sono sempre stata una troia e 2) le uniche rubriche che le riviste danno alle donne sono quelle di sesso (o di moda, ma figurati se gli Italiani permettono ad una croata di parlare di stile). È stato divertente scrivere quelle rubriche e anche più divertente ricevere minacce di morte ogni giorno; ma alla fine ho capito che scrivere di sesso come donna etero vuol dire scrivere di uomini — un soggetto noioso.

 

Dopo cinque anni a Milano sono andata via, principalmente per amore e perché ero in debito con la ATM (mi beccavano sempre senza biglietto e qualche volta senza scarpe) e perché volevo essere pubblicata in inglese. Ogni volta che ho letto un mio pezzo tradotto dall’inglese all’italiano mi brucava il cuoricino. Sai quante poop jokes sono state lost in translation? Infatti, questo pezzo è il primo che scrivo direttamente in Italiano! Ti consiglio di leggerlo con la voce di Cicciolina in mente.

 

New York era perfetta, piena di drag parties, crack houses, comedy clubs e magazines che mi hanno finalmente fatto scrivere in inglese — delle cagate. Potevo solo scrivere le robe pulite, quasi sempre per un brand. Nessuno voleva dramma, glamour o malattie come gli italiani — gli americani preferiscono i soldi. Ho provato a fare la brava ma dopo esser stata sulla black list della Milk fashion week per aver scritto una battutina super carina su una sfilata di merda (ho dovuto scrivere una email di scuse, mi credi?) ed essere istruita prima di ogni brand interview (“parla bene di loro che sono advertisers”) e dopo che il centesimo PR mi ha chiesto di cambiare le domande per una modella di 15 anni, ho lasciato le riviste per scrivere dei libri per dei coglioni che non sanno nemmeno leggere. Mi pagavano bene ma i ghost writers non hanno credito per quello che pubblicano; che scopo c’é nella vita senza credito per quello che si fa?

 

Milano mi mancava. I bar tabacchi, il Tavernello, le donne di Montenapoleone che puzzano di Dior Poison e cazzi anziani. Mi mancavano le fighe di legno e le fighe d’oro finto comprato al mercato di Napoli dove si vendono le robe rubate di VERSUS. Il paese che mi fa mangiare glutine anche se il glutine mi fa venire brufolini sul sedere. La città che mi ha dato un carriera e anche la clamidia. Io sono una Croata ubriaca senza dignità — che ci faccio in una città che pensa solo alla reputazione?

 

~when life hands you lemons, move back to Milan~

 

 “Che cazzo stai facendo qui?” Mi chiedevano sempre a Milano e adesso ancora di più. Un’altra cosa che mi dicevano era: “Stai zitta!” La mia risposta: sono qui per rompervi i coglioni. E STAI ZITTA? — lo faccio 😉

 

Nei ultimi anni, con Obama al governo, GIRLS in TV e il trendy “finto femminismo” su Tumblr, tante persone pensavano che non c’è più bisogno di quel vero femminismo in cui vogliamo le cose semplici; lavori che meritiamo, pagamento giusto, il diritto di camminare sulla strada senza dover studiare un tutorial di  YouTube su come soffocare un uomo con le gambe (che ovviamente ti porta solo a siti dominatrix in cui gli uomini pagano per essere colpiti nelle palle). Abbiamo dimenticato che il femminismo non si riduce al potere di postare le nostre naked selfies sui social. Il mondo è sempre stato una merda ma adesso sta tornando indietro, guidato da Donald Trump. Le donne adesso devano urlare!

 

~a modest proposal for immodest girls~

 

Le riviste sono ovunque e nessuno ha bisogno di una nuova. Ma cosa faccio se non ho un cazzo da leggere? Io compro le riviste stampate solo se pubblicano una cover story che ho scritto su qualcuno 100 volte più stupido di me e poi la taglio a pezzettini per poter mettere le foto della mia faccia su quelle di ogni Kardashian. Le riviste online sono meglio ma comunque ci sono solo tre siti che mi piacciono davvero: Farfetch, PornHub e la pagina ‘discover’ del mio Instagram, in cui devo sempre dire “non voglio vedere questi post” quando l’algoritmo mi mostra Chiara e Fedez, ma comunque loro due ci sono sempre, non si evitano, proprio come la morte.

 

STAI ZITTA è una rivista per le donne che capiscono che ogni giorno è uno scherzo tragico. SZ vi aiuterà con i vostri problemi di esistenzialismo e risponderà a tutte le vostre domande. Tipo: se lo “street food” è cosi popolare, perché nessuno mi lascia in pace quando mangio la roba che trovo per strada?

 

La mia missione è che STAI ZITTA diventi qualcosa che potete leggere sedute sul cesso, bevendo da sole in un bar, mentre piangete nella vasca, mentre il vostro professore vi sta spiegando quante donne ha stuprato Genghis Khan o il vostro capo vi dice che “sembri stanca.” Voglio che SZ vi faccia sentire più pronte per questa vita in cui devi essere super favolosa anche se ti rendi conto che in realtà stai morendo dentro e ogni giorno in cui diventi più vecchia diventi anche meno “valuable” come un essere umano femminile 🙂

 

Ci sentiamo presto. Nel frattempo, ricordati: non devi essere magra o bella per rovinare la vita di un uomo.

 

TVB

TEA

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