Stai Zitta Logo

DON’T CALL ME BY YOUR NAME

By EMANUEL AMABILIS

. In COOLTURA

Sinceramente non capisco tutto il successo dietro a Call Me By Your Name.

 

 

Personalmente mi è sembrato un film pretenzioso, emotivamente mendace, costruito sui peggiori stereotipi gay e altamente prolisso. Sì, okay, bellissima ambientazione (un pomposo villone), buona la scelta delle soundtrack, ma sono convinto che quelli che hanno apprezzato il film siano gli stessi a cui è piaciuto The End of the Fucking World. Vergognatevi.

 

Ovviamente non parlo del pubblico etero o delle basic bitches che ci seguono, voi non capite comunque un cazzo, parlo di noi froci. Mi meraviglio di voi, anche se non dovrei, dato che seguite ancora Katy Perry e Lady GaGa, anche ora che ha palesato il suo essere una #POVERADONNA nel suo documentario-depressivo su Netfilx.
Il film parla della scoperta sessuale del protagonista e di quanto possa essere crudo il primo amore. WOW. Avant-garde. Questo articolo presenta degli spoiler: se non avete ancora visto il film continuate pure a leggere, vi convincerò di quanto sia MEH.

 

1. PIEDI: Ammettiamolo, in ogni omosessuale c’è un piccolo feticista dei piedi pronto a scattare sull’attenti durante i giochi olimpici: gli Speedo non sono l’unica cosa che guardate quando si tuffa Tom Daily, puttanelle. Se ci fate caso il film presenta svariate scene con protagonisti i piedi. CHE SQUALLORE.

 

2. Verginità: questo è il dettaglio che più mi rende incomprensibile il successo di questo film, non concepisco quale sia la parte che ha fatto così scalpore, è forse il fatto che il protagonista (17 anni) abbia perso la verginità con un ragazzo più grande (24)? Io ho perso la verginità con uno stronzo di 25 anni più vecchio di me, questo significa che mentre io stavo cercando di uscire dall’utero di mia madre lui stava cercando di entrare nell’utero di qualcun’altra (sarà per questo che odio tanto i bisessuali?). Non so come voi abbiate perso la verginità ma le opzioni tendenzialmente sono due: o ti fidanzi col tuo amichetto del cuore e iniziate la scoperta sessuale insieme o becchi il trentenne/quarantenne allupato che vi farà ricredere, appunto, sul “darò la mia purezza a quello giusto” lacerandovi il cuore e buona parte dell’apparato digerente.

 

3. Ormoni: L’unico sesso che non può rovinarti la vita è quello che fai con te stesso/a. Il protagonista è il classico adolescente pieno di ormoni che all’inizio del film cerca in ogni modo di entrare nelle mutandine di tutte le ragazze del paese, per poi scoprire i piaceri della sodomia. Fin qui tutto okay, adoro i risvolti homo in ogni trama. Ma la scena in cui violenta una pesca matura era davvero necessaria? #EHW.

 

4. Immanuel Casto: Non so voi, ma io ero davvero convinto che l’attore che interpreta il fascinoso biondone fosse il casto divo, Immanuel Casto, vi giuro. Stessa mascella volitiva. Secondo voi potevo prendere sul serio la trama con in testa “25 escort-escort” in loop?

 

5. Povera donna: Il film si conclude con una telefonata, il bel biondone se ne torna a fanculo da dove è venuto per riprendere la sua relazione storica con la sua ex, lasciando il protagonista in una valle di lacrime e col culo spanato. Non sto giudicando il cuoricino frantumato in diciassettemila pezzi, ci siamo passati tutti, È NORMALE SOFFRIRE PER AMORE, e a 17 anni non avevamo ancora chiaro l’ideale di “summer-boy”; forse il regista voleva preparare i giovani spettatori a quello che sarà la prima vera cotta ma, voi omosessuali trentenni presi male dalla vita, che scusa avete per commuovervi per qualcosa di così romantico? Perché nella vita vera ostentate un cinismo disarmante verso i piccoli gesti o una possibile relazione per poi finire a piangere davanti a questo film dimmerda? I DON’T GET IT.

 

6. Call my by your name: La scena da cui prende il nome il film. Io raggelato. Posso concepire l’inventarsi la qualunque per evitare le coccole post coito, purtroppo il periodo di refrattarietà esiste e lo abbiamo tutti, ma diciamoci la verità, questi giochetti mentali non li facevo nemmeno nel mio periodo senza Xanax. Davvero vi piacciono queste menate? Siate coerenti con voi stessi: davvero vi piacerebbe sussurrare il vostro nome e sentirvi rispondere un nome impronunciabile del manzo ubriaco raccattato ad un open bar in piena fashion week, probabilmente venuto dalla Cecenia? A me no.

 

7. Leggete: Anche se nell’ultimo periodo non ho nemmeno il tempo per cagare -sì, ho scelto uno dei rari momenti in cui non stavo dormendo per guardare questo film ridicolo- mi piacerebbe molto leggere il libro. Il mio amico Mattia lo sta leggendo e dalle pagine che mi manda (soprattutto quelle in cui Elio, il protagonista, si lamenta che gli bruci così tanto il culo) sembra un libro molto bello, come al solito libro batte film. Leggete il libro! Io mi sono ripromesso di chiedere la copia a Mattia.

 

8. Daddy issues: Affrontare il discorso coming out non è mai facile. Io sono stato fortunato, ho una famiglia molto aperta e non ho mai avuto problemi al riguardo; un po’ come Elio e suo padre che, compresa la situazione, gli rivela che anche lui ha messo tot uccelli in gabbia in gioventù, forse è la scena che ho preferito in tutto il film. Lodevole.

 

9. Severa ma giusta: Odio le persone che criticano senza dare un’alternativa valida. Non mi stancherò mai di consigliarvi “Correndo con le forbici in mano.” Un film bellissimo diretto da Ryan Murphy tratto dal medesimo libro. Dovreste vederlo solo perché è uno dei miei film preferiti, e io ho sempre ragione.

 

10. Il protagonista assomiglia al mio ex coinquilino. Quello che mi ha passato la scabbia.

 

Stay Classy. Stay Zitta.

 

~SEGUI EMANUEL QUI~

Comments