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By YAMUNA FORZANI

. In GUCCIDERE

Non ho molta familiarità con i brand commerciali olandesi, ma quando una mia amica mi ha mandato queste foto era più incazzata di me

 


mi ha inviato un link al sito di Stiegliz, un brand di womenswear con base ad Amsterdam.

 

– Ti hanno palesemente copiato Yamuna!-
La cosa assurda è che il mio brand è riconoscibile per i completi jacquard a fantasie pazzerelle, e questi completi più basic in velluto li ho creati semplicemente per finanziare la mia prossima collezione di maglieria. Erano semplici da cucire e comodi da indossare, e allo stesso tempo divertenti e colorati.

 

All’inizio non ho dato molta importanza alla cosa, pensando fosse una coincidenza: alla fine si tratta di un modello molto semplice, una maglia a collo alto abbinata a dei pantaloni a zampa, niente di rivoluzionario, e roba del genere succede spesso no? Poi altre persone hanno inizato a farmi notare la cosa, ed erano tutti incazzati quindi ho deciso di fare qualcosa a riguardo e pubblicare un post sul mio Instagram. All’inizio non ero sicura di volerli sputtanare, non volevo essere triviale ma poi mi sono detta -Fanculo! È giusto protestare!

 

Questo era il testo del mio post, poi cancellato da Instagram:
“so di poter sembrare triviale ma il mio marchio si basa sull’idea di essere liberi di esprimersi, non avere paura di niente e non farsi mettere i piedi in testa! Sono stanca dei grossi marchi che continuano a rubare le idee ai giovani designers indipendenti e credo sia giusto denunciare questi comportamenti. La cosa paradossale poi è che i loro completi sono in vendita allo stesso prezzo dei miei, che sono stati fatti da me nel mio studio… La prossima volta perché non mi chiedete semplicemente di collaborare con voi? Ho un sacco di idee, tante cose da dire, un sacco di entusiasmo da dare e tante bollette da pagare!” Vorrei essere d’ispirazione per altri designers o creativi in generale che hanno paura a ribellarsi quando vengono sfruttati, che sia in ambito lavorativo o altro…

 

Li ho taggati nel post e ho aspettato una loro risposta, che ovviamente non è arrivata: hanno eliminato il tag e segnalato il mio post, che è stato prontamente rimosso! Questo è solo l ennesimo esempio di come i grossi brand sfruttino le idee dei giovani.

 

 

Come forse saprete Jeremy Scott è famoso per questo tipo di atteggiamento, è successo più di una volta che venisse denunciato per aver copiato idee altrui. Come nel caso di Jimbo Phillips, a cui ha rubato delle grafiche usandole nella sua collezione A/I13. Dopo il grido allo scandolo Scott si è scusato. Ma una scusa è sufficiente a pagare un affitto? Qual è il passo successivo? Credo che sia giusto parlarne sui social media, Instagram può essere la giusta piattaforma per far sentire la nostra voce.

 

Vorrei tanto avere una risposta dal brand incriminato ma per ora mi accontendo di causare uno scandalo sul mio magazine italiano preferito 😉 oooo the shade of it all!