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IL MIO PRIMO CICLO CON LA COPPETTA MESTRUALE

By EMMA MARTINELLI

. In AMO

 

 

FASE 1: IL PRE CICLO E LA PAURA DI ESSERE DIVENTATA COMUNISTA

 

Ci sono stereotipi che GRAZIE A DIO accettiamo tutti. Gli stereotipi vanno usati con moltissima cautela, ma fanno spesso ridere e affibbiare etichette facilita così tanto la vita. Alcuni dei miei stereotipi preferiti sono che Pandora è il Tiffany della provincia e che lo shampoo secco è da comunisti.

 

Siccome devo essere coerente, devo ammettere a mio malgrado che rientro nello spettro dello stereotipo dei comunisti. Non di quelli che nel ‘43 stavano in collina a far saltare in aria fascisti e nazisti, ma di quelli che portano il cane a ballare sottocassa ai rave spaccandogli le orecchie e poi dicono che vogliono salvare l’ambiente. Non sono così, giuro che io mi lavo, però ho iniziato ad usare una cosa che secondo la mia stessa rete logica di stereotipi mi pone nella categoria di quel tipo di comunisti: La coppetta mestruale.

 

Ora vi spiego, ma prima un piccola digressione sulla parola comunista, parola che amo: è così offensiva in così tante lingue e per tanti motivi diversi e variegati <3.

 

[Nota della redazione: la nostra Emma è impazzita e per i prossimi duemila caratteri ha deciso di scrivere un’analisi sociolinguistica sulla parola comunista, quindi addentratevici solo se siete dei nerd di merda, se invece siete delle troie e volete subito scoprire se si può scopare con la coppetta mestruale andate direttamente dove dice “una messicana si è trasferita nella mia vita”]

 

Prendiamo ad esempio la parola comunista in italiano e in inglese americano:

 

Per ovvi motivi, in inglese americano è una parola che fa paura, quasi l’equivalente di fascista o senza glutine in Italia. Se qualcuno viene additato come comunista in America si cerca subito di capire dove abbia nascosto l’uranio e le parti di scarto dei bambini. Ed il significato non è sfumato, non si dà di comunista ad uno che è semplicemente di sinistra: il comunista in America è un tipo enorme e spaventoso che viene dall’est, che ti sta per spaccare il culo, ma che non ha la tecnologia per farlo. Oppure un cubano che ti vuole aprire in due, ma che è troppo ubriaco e finisce, al limite, per scoparti la madre.

 

Ecco invece la situazione italiana:

 

Partiamo dal presupposto che i comunisti in Italia sono sempre stati considerati dalla maggioranza quelli “buoni”. Ma è solo perché abbiamo avuto i fascisti e quindi per compensare ci servivano i comunisti, ok? Nessuno è buono e nessuno è cattivo, ma gli –ismi in generale solitamente non sono una bella cosa.

 

In genere in Italia una persona di estrema destra quando vede la parola comunista pensa al tipo dell’est di prima o a suo figlio al Macao. Mentre una persona di sinistra pensa al nonno che faceva lo scalpo ai nazisti e ci si fa una sega.
Ma passiamo alle infamate, in Italia questa parola è offensiva in almeno due modi diversi (ho già detto che adoro?) :

 

Lasciamo stare il classico tipo molto di destra che ti dà del comunista pensando di offenderti, ma che ancora non ha capito che non riesce nel suo intento perché se sei il tipico italiano di sinistra alla parola comunista pensi al nonno di prima e ti ci fai un’altra sega. Ergo pensavo che in Italia la parola comunista fosse offensiva solo per quelli di estrema destra.

 

Ma invece con mio grande stupore ho scoperto che la parola in questione (non la posso più scrivere perché sento già la SWAT che butta giù il palazzo) è very offensiva anche se detta da una persona di sinistra ad un’altra persona di sinistra! perché il comunista in questione non se lo aspetta, pensa che chi non è di destra sia automaticamente un compagno. Io, ad esempio, sono molto liberal, ma dò sempre del comunista al mio amico Andrea che, tornato scalzo dal Sudamerica mi ha intossicata di palo santo sin dal primo momento. E mi fa molto ridere il fatto che lui ora pensi che io sia una nazista.

 

Ho finito di blaterare sui comunisti, riprendo fiato:

 

Una messicana si è trasferita nella mia vita, in casa mia, nel letto accanto al mio, in una tripla. Ogni ciclo mi rompeva con il fatto che la coppetta mestruale è fantastica, che è più igienica, ecologica, che la usavano già negli anni ‘30, che il ciclo ti finisce prima e bla bla bla, ma io non è che la ascoltassi veramente. Anche perché pensavo veramente che fosse una cosa da cani con i rasta, ma poi lei ha detto: “ci pensi che non compro assorbenti da cinque anni?” E lì ha suonato il poveraccia alert e ho deciso di comprarla, sono andata sull’internet e ho cominciato ad informarmi anche lì.

 

FASE 2: COSA MI ASPETTAVO

 

Il gruppo Facebook Donne con la coppetta (sole) descrive così l’oggetto in questione:

 

COPPETTA MESTRUALE, un dispositivo indossato all’interno della vagina durante la mestruazione per raccogliere il sangue mestruale come alternativa a tamponi ed assorbenti esterni. Sono andata sul sito, ho scelto la taglia (ci sono varie taglie, dipende dalla marca, di solito sono due: una per chi ancora non ha mai partorito e una per chi ha avuto figli) e l’ho comprata a soli euro 20. Sembrava una cosa orribile e anti igienica anche se non lo è, comunque ormai l’avevo comprata e mi stava per arrivare in giornata, un giorno prima del ciclo.

 

Cosa mi aspettavo?

 

Mi aspettavo di diventare ricca grazie ai soldi risparmiati in assorbenti, ma era una cosa nuova quindi mi facevo anche paranoie, come quella di ritrovarmi il venerdì dopo nel bagno del Johann Sebastian bar (che tra l’altro ha assunto un ragazzo che non è un ultrasettantenne ed è pure carino, ma non capisco se sia gay o solo scocciato per come canta male la gente) con le mani piene di sangue perché da ubriaca l’ho messa male e ora è tutto un rosso relativo senza macchia d’amore ma adesso canterà dentro di te per la gran solitudine-e.

 

Mi sono anche fatta vari film su quello che mi diceva la coinquilina messicana:

 

Affermava che quando la usi ti scordi pure di avere il ciclo perché da quanto è comoda, la coppetta, non la senti. Per questo avevo paura che un giorno mi sarei scordata di avere il ciclo e che l’avrei data a qualcuno ritrovandomi la coppetta all’altezza dell’ombelico (se sfortunata) o nell’esofago (se lucky gurl). Quindi piccole troiette la risposta è NO, non si può scopare indossando la coppetta mestruale. E per precisazione: oh no la coppetta non viaggia di certo all’interno del nostro corpo! Si ferma lì, sotto il collo dell’utero, perché non esistono altri sbocchi per lei. Quindi don’t worry, non la perderete mai là dentro.

 

I procedimenti di lavaggio e cura invece li ho trovati tranquillamente su internet e sono più o meno questi: durante il ciclo la estrai e la svuoti una volta ogni 8 ore circa (dipende dal flusso), pulendola poi con del sapone intimo, e rimettendotela, sempre con le mani pulite. A fine ciclo la metti in acqua bollente per 5 minuti e la rimetti nell’apposito sacchettino traspirante, poi a ciclo nuovo la fai bollire di nuovo e la rimetti. Nel sito dove l’ho comprata però c’era scritto anche che la spedizione sarebbe avvenuta con pacco anonimo.

 

Pacco anonimo.

 

Come se avessi comprato una testa umana rimpicciolita della tribù Shuar o un cd di Gigi D’Alessio sul dark web e mi dovessi vergognare molto di prendere la consegna. Questa cosa mi ha disgustata, ma non avevo voglia di combattere il sistema perché ho un lavoro, delle scarpe, e non uso shampoo secco.

 

Comunque, questo pacco anonimo arriva e io lo apro, trovo il sacchetto traspirante con dentro la coppetta trasparente (perché, come se avesse senso, si può scegliere il colore) e le istruzioni.

 

FASE 3: IL CICLO, IL MARCHESE O LE GIUBBE ROSSE

 

Ero molto curiosa di provarla e appena mi è venuto il ciclo mi sono messa all’opera. La forma della coppetta è proprio quella di una coppa con alla base un pirulo che scende come lo stelo di un calice, tutto ciò in silicone medico chirurgico.

 

Il tuo compito è rilassare i muscoli della vag e piegare la parte a forma di coppa con una delle due tecniche descritte nelle istruzioni, a C o a tulipano, poi la inserisci tenendola piegata e una volta dentro lasci la presa, la coppa si apre e se è messa bene, fa una specie di sottovuoto, non sporge e non la senti mai più nella vita.

 

Io la sentivo ECCOME.

 

In pratica scopro che il pirulino va tagliato a tuo piacimento, infatti se è troppo lungo esce fuori e ti dà fastidio alle labbra. Morale della favola più corta è la vag più devi tagliare il pirulino. Per qualcuna potrebbe essere orrore, ma io dico fastidio perché una volta mi è rimasto un labbro della vag incastrato nel silk epil e da quel giorno tutto mi sembra una passeggiata.

 

Quindi ne taglio un pezzetto per adattarla alla lunghezza della mia vag e la rimetto, ma non sembra ancora essere comoda. Mi sembrava strano dover tagliare ancora il pirulino perché la messicana non ha dovuto tagliare per niente il suo e sapevo per certo che la sua vag era più corta della mia perché una volta ci siamo fatte lo stesso tipo e a lei il su coso faceva male mentre a me no! In ogni caso quella notte mi sono arresa, ho messo un assorbente e sono andata a letto.

 

Il giorno dopo l’ho fatta ancora più corta, tanto anche se tagli tutto il pirulino riesci ad estrarla comunque, dopodiché è andato tutto a meraviglia.

 

FASE 4: TIRIAMO LE SOMME

 

Pro:
– Non ti devi preoccupare di come vestirti, puoi indossare quello che vuoi.
– Non ti devi mai più preoccupare di sporcare asciugamani, lenzuola, mutande e potrai anche toccare le piante senza ucciderle.
– Il ciclo dura meno, perché gli ultimi giorni di piccole perdite te li puoi scordare dato che la coppetta raccoglie il sangue direttamente dalla cervice.
– È bellissimo raccontare ai tuoi amici maschi che sei passata alla coppetta per vedere le loro facce disgustate.

 

Contro:

– Non si può cambiare in luoghi pubblici perché non mi sembra il caso.
– Se il sangue ti fa schifo non te la consiglio.
– Ci può voler qualche tentativo per trovare la marca/taglia adatta.
– Non fa per tutte, l’ha provata un’altra mia amica e non si è trovata per niente bene.

 

Ma anche se quest’ultimo fosse il tuo caso non ti scoraggiare perché la puoi vendere! Proprio su questa fantastica pagina Facebook che si chiama vendo-cerco coppette usate. Voglio morire.

 

 

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