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COME SUCCHIANO IL CAZZO LE SIGNORE

By CARLOTTA VAGNOLI

. In AMO

 

Quando si decide di frequentare un uomo più giovane si dovrebbe fare attenzione ad un unico dettaglio: se non è il presidente Macron, lasciate perdere.

 

E vi racconto anche il perché.

 

 

Ogni anno decido di dare una chance a qualche caso umano che rimedio su internet. Quest’estate è stato il turno di un tipello sui 25 anni, pseudo rapper romano.

 

Già, quasi VENTICINQUE. Che cazzo mi sarà passato per la mente di giocare a Demi Moore non lo so, l’età lasciava già presagire l’imminente catastrofe. Intrigata da uno che sembra saper maneggiare quella incredibile cosa chiamata congiuntivo presente, vado avanti nel flirt spiegandogli che questa signora qui, negli anni, ha sviluppato una forma di mancanza di fiducia cronica nel genere umano, odio, sociopatia, ansia dell’intimità ecc ecc. Gli spiego la mia indole femminista-vendicativa ma lui non si spaventa e imperterrito cerca di convincermi di essere un uomo perfetto come Ken di Barbie ma con gli attributi scolpiti e non solo una placca di plastica beige.

 

Non è violento, non tradisce, ha solo una donna alla volta, ha avuto relazioni abbastanza lunghe e pochi puttantour: si vende molto bene. Penso non abbia manco idea di cosa sia la gonorrea. Mi dico che magari lo zio non è poi sto turbocoglione e mi inizio pian piano a fidare di lui e delle sue parole dette con gli occhi da Bambi, sinceri e umidi. La cosa va avanti per due mesi e mezzo, ci vediamo in giro per l’Italia e passiamo del mediamente buon tempo a letto.
Difatti, una essenziale garanzia dell’uscire con dei pischelli, è che non hanno quel mordente esperto tipico dell’anziano ma sono caricati a molla e hanno una autonomia sessuale che manco le pile Duracell, non soffrono particolarmente l’hangover e si esprimono con termini buffi a tratti infantili che ti ispirano fraccate di tenerezza che manco un teddy bear coperto di Nutella e amaretti.

 

La cosa prosegue cosí: un paio di bisticci, io che sparanoio in tempo zero, un tipo che mi piace che ricomincia a farsi vivo, insomma, non la so più gestire tanto bene e perdo un attimo il grip sul regazzino. Mercoledì scorso eravamo in un locale famoso di Milano, io tutta felice perché le robe si stavano appianando nonostante i miei precedenti scleri e perché avremmo passato due fantastiche giornate a insegnargli a scrivere l’alfabeto con la lingua sul mio clitoride. Mi bacia, mi presenta come la sua “bellissima quasi fidanzata”, sbronzo come un cammello mi dice di essere stanco e se quindi ce ne andiamo a dormire.

 

Tempo di dirgli “vai a prender dietro le tue robe che mi fumo una paglia qui fuori” che quello sparisce con un carpiato all’indietro che la Cagnotto muta. Esce poco dopo da lí una mia amica con la faccia preoccupata e mi fa cenno di andare a dare uno sguardo che “le cose stanno prendendo una piega strana là dentro”.

 

Apro la porta del backstage e ve lo giuro mi pareva un film dei Vanzina dopo aver fatto una botta di ketch lunga quanto il mio metacarpo: una ragazzetta in ginocchio a bocca aperta e lui a cazzo al vento davanti a lei. Lei diventa viola, lui mi insegue e si prende una fraccata di manate. La rissa inizia con me che dico al buttafuori “Non fermarmi perché adesso vale todo”, e subito gli schianto la birra in faccia, gli lancio la sizza negli occhi, gli sputo in pieno viso e gli tiro una scarica di pizze che mi fanno ancora male le mani. Intorno avevo il silenzio più totale. Balle di fieno come nel far west. Gente con la bocca spalancata come la tipa in ginocchio. Io fierissima di aver vissuto in Piazza Abbiategrasso per due anni e aver ricordato come si maneggiano le facce altrui.

 

Psicodramma notturno e pianti, finisco catatonica per circa 24 ore, incredula sul genere umano.

 

Il giorno dopo ho chiamato l’altro con cui mi sento da qualche mese (lo sappiamo tutti, non sono geneticamente programmata alla monogamia. Chiedetelo ai due fidanzati che ho avuto contemporaneamente per sei mesi. Ma io lo so di essere un animale, e mi presento candidamente con tutto il mio bagaglio di schifo senza bisogno di mascherarlo con canzoncine sull’amore: scrivo di sesso, di tradimenti, di casi umani e di noia, dopotutto), mio coetaneo, e ho iniziato a parlare con lui di quanto non sia possibile frequentare i ragazzini. E le ragazzine.

 

In primis perchè a quell’età non hai una morale. La morale te la fai a suon di calci nei denti, di gente che ti fa male e che ti manca di rispetto. Di lavoro duro, di gente che soffre per le tue azioni, di perdita di occasioni. La morale te la fai accettando di essere un umano orribile. E a 24 anni e mezzo non accetti di poter essere un coglione. Hai ancora grandi speranze. Ma hey, spoiler alert: sei una merda, come tutti.

 

Vuoi la donna, quella forte, quella indipendente, quella fica, ma non sai gestirla. È come dare un rastrello in mano a uno che ha da raccogliere le foglie dopo un tornado: non te ne fai nulla. E allora graviti intorno a delle ragazze cosí giovani che per fare le splendide e sentirsi più donne giocano a mettersi in ginocchio e a farsi fare video che ora stanno girando per Milano facendo sganasciare dal ridere metà degli zarri arrapati delle Colonne.

 

Perchè a quell’età la testa mica ce l’hai, stai pellaria proprio. Mi ricordo che pure io a 24 anni ero detonata, e lo siamo stati tutti. Quindi non pensate di poter andare a instaurare un rapporto con uno con la testa sulle spalle: è egual merda a come eravate voi alla sua età. Scopateci, per carità, ma non fateli parlare. Limitate il male, signore mie.

 

Perchè un ragazzino giovane potrà apprezzare solo la vostra splendida fica che sa di paradiso e non il vostro modo di imporvi con il mondo. Vi vedrà sempre come sfida, ma mai produttiva. Si divertirà pure a prendervi per il culo non sapendo, non immaginando neanche, che a 30 anni siamo un attimo più sgamate perché di merdate ne abbiamo fatte molte di più. E continueremo a farne a bizzeffe ma senza che nessuno sappia nulla e senza che escano video e non si facciano figure da colossali idioti. Perchè baby love, noi signore, quando vi succhiamo il cazzo, abbiamo la decenza di chiudere la porta a chiave.

 

 

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