Stai Zitta Logo

Coinquilini Milanesi: Storie Infami

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

 

Mentre scrivo quest’articolo sono seduto al tavolo del bar sotto casa sorseggiando il quarto Spritz Aperol, perché il mio ultimo coinquilino si è portato via il modem del Wi-Fi. Questo mi fa sentire molto Carrie Bradshaw. Sto scrivendo per la rivista più TOP di Milano, sono visivamente ubriaca alle quattro e mezza del pomeriggio (SOLA) e mi piacciono i ragazzi più vecchi di me. Una Carrie 8.0. Ma senza mascella equina, con molti chili in più e molti vestiti griffati in meno. Questo articolo tratterà delle persone più brutte che incontrerete nelle vostre vite dopo i vostri genitori: i coinquilini.

 

 

In sei anni a Milano ho cambiato due case e quindici coinquilini. In pratica cambio più spesso coinquilini che mutande. Per evitare probabili denunce cambierò il nome alle “fantastiche” persone che mi hanno accompagnato in questi anni di convivenza forzata.

 

Appena arrivato a Milano ero una povera sfranta di provincia, avevo lunghi capelli piastrati fino al culo e non avevo sopracciglia. Non avevo idea di come si rifacesse un letto o si cambiasse un rotolo di carta igienica, in pratica non ero esattamente il coinquilino ideale. Per cercare il mio primo appartamento ho dovuto alloggiare per quasi tre settimane in un ostello dove ogni sera la vecchia portinaia mi dava della poco di buono, perché pensava che cercassi di entrare nel dormitorio maschile, mentre gli alloggi femminili erano dall’altro lato del palazzo. Alla fine ho trovato questo appartamento minuscolo e con pochissima luce in Ticinese, dalle foto di Easystanza sembrava davvero piccolo ed eccentrico. Era pieno di flyer di serate e band musicali. L’ingresso dell’appartamento era un breve corridoio che si affacciava su un ampia saletta dove le pareti erano piene dei flyer colorati di cui sopra, una macchina da cucire, un televisore sempre puntato sulle repliche di “Non è la Rai” con Ambra Angiolini che faceva le spaccate e un divano zebrato. La cucina era talmente stretta che a stento si stava in due e spesso la doccia del bagno non funzionava. I ragazzi che ci abitavano erano una coppia particolarissima, lui era un hipster alto quasi due metri, studiava liuteria, aveva una lunga barba castana e mi svegliava tutti i giorni chiamandomi “Principessa”. Io ovviamente lo amavo. Lei era una stronza.

 

– Allora cosa vieni a fare a Milano?

-Iniziero’ a studiare alla NABA!

-Davvero? Cosa?

-Fashion Design!

-Ah, anch’io. Se ti serve puoi usare la mia macchina da cucire.

-Davvero? Grazie!

-Un’unica cosa, noi facciamo la spesa in comune, se vuoi la carne dovrai compratela da solo, io sono vegetariana.

-Anch’io lo sono!

 

 

Era tutto perfetto. O almeno cosi’ sembrava all’inizio. Avevo visto la casa in maggio e loro erano una coppia felice. Quando risalii a Milano in settembre erano separati in casa, lei cercava d’infilarsi nel suo letto alle tre di notte e lui la scacciava in malo modo. Lei si riaddormentava piangendo. Sarebbe stato okay, se non fosse stata una CAMERA TRIPLA (si’, pagavo davvero poco) la convivenza non era delle migliorianche se lui girava per casa solo in boxer larghi che lasciavano intravedere la sua enorme sacca scortale -Ehm…Giulio ti vedo delle palle…-Beh? Chissa’ quante ne avrai viste! Lo amavo davvero tanto. La nostra convivenza si concluse male quando lei da pazza instabile rivelò la sua vera natura bipolare e mi rubò l’iPod (probabilmente per comprarsi la droga) pagai l’ultima bolletta e approfittando dello scadere del contratto d’affitto fuggii di casa portandomi dietro le poche cose a cui lei non aveva dato fuoco o aveva barattato con spinelli e funghetti allucinogeni.

 

Dalla padella alla brace: cos’è peggio di una bipolare insoddisfatta? Un branco di eterosessuali pugliesi e i loro amici. Tantissimi amici. Vivere con la bipolare aveva i suoi vantaggi, quando la tua coinquilina soffre di instabilità emotiva ed è super magra anche tu hai voglia di piangere ogni 20 minuti e vomitare il pranzo nei bagni dell’accademia. Vivere con terroni gioviali e amanti dei carboidrati ha minato fortemente la mia linea al tempo invidiabile.

 

In casa eravamo in quattro, io dividevo la camera con Carlotta, una ragazza di Reggio Calabria silenziosa e a tratti scontrosa, condividevamo l’amore per le serie tv e il glutine, mentre dall’altra parte c’erano i due ragazzi pugliesi. Alessio uno youtuber con un crocifisso grande 50×70 tatuato sulla schiena e Riccardo un ragazzo barbuto che faceva il barista. Per i tre anni di convivenza la fidanzata di Alessio è stata una presenza costante nella casa, ovviamente non ha mai pagato le bollette e una volta ha rovesciato il suo caffè sul mio Mac, ma tanto era il MIO Mac. Non credo le sia importato molto. Dopo Carlotta arrivò a dividere la camera con me Melissa, che aveva il feticcio per Hello Kitty. Aveva gli accessori, l’asciugamano da bidè, le lenzuola e anche le posate di Hello Kitty. Era al primo anno del master di fashion communication- Pausa. È arrivato il quinto spritz. Lunga sorsata. Continuo- Melissa girava per casa con moon-boots pelosi leopardati e mangiava solo hamburger e patatine americane, cambiava il gel alle unghie una volta ogni settimana. Dopo anni di cene pugliesi era ora di far rivendicare l’orgoglio LGBT all’interno della casa. Approfittando del fatto che la bionda platinata dalle lunghe unghia rosa shocking cambiasse appartamento ho invitato il mio migliore amico che stava giusto rientrando a Milano dopo un anno in Veneto a vivere con me. I due etero fuggirono nel giro di due settimane.

 

 

Come riempire il vuoto delle cene a base di orecchiette pugliesi? Easy. Far entrare nella casa i miei ex compagni NABA!! È stato il periodo più bello nella casa anche se:

 

Stefano è andato a convivere col suo fidanzato dopo pochi mesi, Ornella ci obbligava a pulire ogni sera anche in hangover e Francesco ci obbligava a fare la raccolta differenziata (uff) Quando le mie amichette hanno dovuto lasciare il nido per motivi di lavoro, una in Canada e l’atro a Firenze sono entrati in casa Simone, Manuela e Ali.

 

Io divido la camera con il libanese che una volta da sbronzo durante un limone molesto mi ha vomitato in bocca. Simone è la stronza che in otto mesi di convivenza ha pulito il bagno una sola volta, male (e mi obbliga a scrivere questo articolo al baretto sotto casa) e Manuela, pugliese anche lei, che ogni volta che mi vede versare la passata di pomodoro fredda direttamente sul mio piatto di pasta va in camera sua sbattendo la porta, offesa da tale insulto culinario alla cucina italiana.

 

Lo so, magari qualcuno si aspettava degli aneddoti a sfondo sessuale ma in realtà le peggio cose in casa le ho fatte io dato che:

 

Ho fatto fantasie erotiche sul fidanzato della mia coinquilina. Ho sniffato le mutande usate del mio coinquilino (no dai non è vero) Ho indossato le mutandine della mia coinquilina (non sono un maniaco, avevo tutto a lavare, giuro!!) Ho scroccato da bere più volte al bar del mio coinquilino dissimulando un “dai i soldi te li allungo a casa!” Ho fatto sesso in ogni stanza, letto e parete dell’appartamento. Ho mangiato il cibo dei miei coinquilini tornando sbronza dalle serate. Ho evitato di fare le pulizie perché “Amo non riesco sono in hangover pulisci tu il mio vomito ti prego!” Ho messo i vestiti dei miei coinquilini, li ho macchiati di fluidi corporei altrui e li ho rimessi nei loro armadi senza dire niente.

 

 

 

Detto questo, ricordatevi che per avere un buon rapporto coi vostri coinquilini dovete solo avere delle piccole accortezze che eviteranno di far usare il vostro spazzolino come scovolino del cesso come vendetta personale:

 

Non dimenticatevi mai di scaricare quando andate al bagno-anche se la tua cacca ha la forma di Gesu’. Lavate i vostri piatti una volta finito di mangiare-a meno che non avete lasciato un pezzo di pizza per me. Se fate sesso in camera del vostro coinquilino ricordatevi di buttare i preservativi usati! Se non potete permettervi una domestica ricordatevi di fare la vostra parte pulendo la casa-o di trovare un ragazzo ossessivo compulsivo che pulisce per voi.

 

Stay Classy. Stay Zitta.