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CAZZI MIEI

By WILLIAM MERANTE

. In GOSSIP

 

Sono le 18.21 e ancora nulla. Tabula rasa.

 

Emanuel è rannicchiata nel letto accanto a me, indossa solo un piccolo tanga verde e celeste. Colta da un ratto di ispirazione inizia a scrivere. Si presenta. Forse dovrei farlo anche io.  Tutti mi dicono che sono simpatico e la Tea ha scelto di farmi scrivere su Stai Zitta per questo.

 

In effetti data la quantità di stronzate che posto ogni giorno non dovrebbe essere difficile scrivere un articolo divertente eppure qualcosa mi blocca. Ansia da prestazione? Forse. Ma alla fine un po’ tutti abbiamo a che fare con l’ansia. Io in primis. E mentre sto cercando di scrivere qualcosa Emanuel ha già finito il suo pezzo e in più ha pure organizzato la sua agenda con i Grindr date della prossima settimana. Che donna ammirevole. Io ammiro Emanuel. Lei mi ha fatto luce sulla selva oscura che è Milano agli occhi di una matricola. Anche se in realtà tutto ciò è successo qualche anno prima che io iniziassi l’Accademia. Facevo ancora il liceo.

 

Erano le prime volte che saltavo le lezioni per poter andare timidamente al Plastic. Lo vedevo ogni tanto al locale ma non ci cagavamo molto. Dopo averlo aggiunto su Facebook, un giorno scorgo sulla home uno stato dell’Amabilis che recitava circa “ragazze ma qualcuno ha mica il link del porno di Sara Tommasi?”. Tempo zero glielo mandai e da lì iniziammo a chiacchierare. Da cosa poteva nascere la nostra amicizia se non dal link di un video porno scadente?

 

Dopo circa 4 anni siamo ancora qui. Ancora provate dalla sera prima, ancora in lacrime per quel bastardo  che ci ha lasciate, ancora a consolarci a vicenda col Verduzzo Maschio in cucina facendoci i cazzi degli altri. Perchè ragazze non mentiamo a noi stesse, a tutti piace farsi i cazzi degli altri. Forse è proprio questo che ci fa venire la suddetta ansia. Come bilanciare le due cose? Da un lato il brivido del cinguettare riguardo i beati cazzi altrui e dall’altro l’angoscia che gli altri lo facciano con i propri. E’ tutta questione di catarsi.

 

Per Socrate la catarsi è il risultato del dialogo, che “con uno stringente susseguirsi di brevi domande e risposte porta alla purificazione”.

 

Nell’antica Grecia per poter vivere questa esperienza di purificazione si andava a vedere le rappresentazioni delle tragedie. A Milano abbiamo le drama queen. Ognuno ha ciò che si merita. Nel frattempo sono le 23.11 e non ho ancora deciso di che trattare in qualità di columnist. Forse parlerò di Emanuel. Forse parlerò di me stesso. Forse parlerò dei cazzi degli altri con Emanuel. Ma sarebbe carino anche parlare di catarsi.

 

Per purificarci tutte.

Ma tanto rimarremmo troie lo stesso.

 

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