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BLOW OFF

By ALESSIO COSTANTINO

. In COOLTURA

Abbiamo chiesto ad Alessio Costantino, fotografo di PURPLE, di fare delle foto per STAI ZITTA…però ha già un contratto con PURPLE! Quindi, il fotografo di PURPLE fara’ una rubrica di foto per STAI ZITTA, senza mostrarne neanche una!

 

 

“Ciao baby! ti ho tirato fuori una foto pazzesca… assurda proprio! Cos’è successo…

 

Una mia amica mi fa: vuoi venire a vedere la gente che si fa appendere dalle palle? E io cosa vuoi che le abbia risposto: andiamo!

 

Morale della favola, la facevano al Macao sta cosa… arrivo la’ con 2 mie amiche russe che erano arrivate a Milano il giorno prima e niente (si potrebbe raccontare una cosa anche di questo ma sara’ per la prossima volta)…

 

Immaginati la sala grande del Macao illuminata tutta di rosso, con degli stendardi con questo logo super pazzo tecno, scendevano dal ballatoio del primo piano, sembrava di essere stati catapultati in una realtà parallela dispotica però dal sapore anche medievale… inquisizione… rituali… questa colonna sonora assurda… c’è una struttura metallica a forma di cubo con tanti occhielli saldati sui lati posizionata in uno dei 4 angoli del macao (quello per capirci dove da un lato vai al bagno e dall’altro c’è la porticina che ti porta alla saletta temple) e sopra questo cubo una carrucola con una corda che scende mantenuta da una struttura in metallo.

 

Ad una certa arrivano 4 tipi a petto nudo, foderati di tatuaggi geometrici su tutto il corpo e truccati in faccia con cerone bianco e trucco nero a creare forme geometriche (eh si… ancora geometrie), uno aveva una fascia rossa che correva orizzontale lungo gli occhi, si distingueva dagli altri perché non aveva ne la faccia bianca, ne il colore nero sul viso, aveva il rosso!

 

Immaginatelo rasato, col pizzo e sta fascia rossa lungo gli occhi e con addosso un grembiule nero da macellaio… aperto a metà e collegato da una di quelle chiusure per zaini… in pratica effetto cintura e aveva questi due lembi che svolazzavano in giro. Il quel rituale ci saranno state delle gerarchie, delle regole secondo me… e lui secondo me era il capo… quelli con la faccia pitturata di bianco invece (in questa visione) sono gli aiutanti di questo qui con la riga rossa in faccia, erano assurdi fidati…

 

Uno era alto vestito di nero con i capelli lunghi raccolti con una treccia lunghissima, barba e tutta la faccia bianca e una goccia nera sulla fronte, l’altro era un nano con la faccia bianca, rasato ai lati (tatuaggi nella rasatura ovviamente) e dred neri raccolti ordinati dietro, le picche sugli occhi ed un perizioma da gladiatore borchiato (te li stai immaginando questi qua foderati di tattuaggi che spaziano dalla tecknogeometria al fantasy epico passando per il tribale, te li stai immaginando?).

 

Poi c’era un ragazzo con capelli raccolti, dilatatori ed una fascia nera sotto gli occhi che gli passava larga proprio al centro del naso e come il capo non aveva il cerone bianco sul viso. C’è uno sgabello al centro del cubo… un ragazzo (riga nera sotto gli occhi) ci si siede rivolgendo la schiena (tatuata ovviamente) verso il pubblico … aveva dei ganci conficcati nei polpacci e due granci enormi all’altezza delle scapole.

 

Arrivano gli aiutanti (quelli con la faccia dipinta di bianco) con addosso guanti monouso sterili (neri ovviamente) e incominciano a maneggiare con ganci… si inginocchiano e piano piano incominciano a far entrare queste specie di ami dentro la pelle… facendoli poi uscire da parte a parte. arriva il capo e si fa spazio… entra nella scena… il ragazzo adesso si alza e sale sopra lo sgabello, rivolto vero il pubblico… divarica le braccia e vedi che gli aiutanti incominciano a correre avanti e indietro a legare delle corde, facendo passare le funi dalle asole dei ganci sulle scapole agli occhielli saldati al cubo nero metallico (mi son dimenticato di dire che sui due vertici rivolti verso il pubblico ci sono 2 teschi di mucca dipinti di rosso).

 

Piano piano vedi che le corde si tendono fino a che non tolgono lo sgabello (ricordati la luce rossa e la musica di sottofondo) e lì le corde si tendono ancora di più… questo qua sospeso in aria e agganciato sulle scapole… oscillava i piedi e braccia per dondolarsi… nel frattempo arriva il capo… aspetta aspetta… tutto questo attaccato alla sua carne… il ragazzo… oscillava appeso alla sua carne… assurdo credimi… avevo tutto proprio davanti a me capisci… visto tutto, fotografato tutto ovviamente… cazzo la foto…”

 

 

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