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BEST FRIENDS FOR NEVER

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

Dopo sette anni a Milano ho capito che l’unica persona su cui puoi effettivamente contare sei tu. Tu e forse la tua mamma, tranne quando inizia ad avere principi di menopausa. Coltivare un’amicizia a Milano è impossibile, anche quando riesci a instaurare un rapporto con un soggetto che non sia un completo deficiente o che cerchi solo qualcuno che gli faccia foto strategiche alle serate. Il mio non è cinismo gratuito, è accettare il tragico conflitto tra la vita che cambia continuamente e le aspettative che si hanno sulle persone.

 

 

La mia migliore amica del liceo è esattamente la mia dirimpettaia, sapete quante volte ci vediamo in media? Tre volte ogni tre mesi. Milano è una città bellissima, con tantissime opportunità ed eventi, dove anche organizzare una cena diventa un’impresa epocale. Tutti hanno già dei rapporti prestabiliti con un massimo di cinque persone per volta; uscire da questa routine richiederebbe uno sforzo mentale che potrebbe portare al sovraccarico emotivo ed emozionale di una persona, destinandola al suicidio, o peggio: alle rughe da stress.

 

Quando hai diciannove anni e ti ritrovi in una città dove non conosci nessuno, è inevitabile legarsi a persone con cui non hai nulla da spartire, se non l’essere capitati nello stesso corso per un “fortuito caso”. Se hai la fortuna di studiare in un’accademia di belle arti (sono sarcastico), i gruppetti che si formeranno saranno più o meno così: i freak amanti di Vivienne Westwood con i goth ripuliti amanti dei film di Tim Burton; le aspiranti fashion blogger e le loro borse di Michael Kors con altre aspirati Chiaræ Ferragni; le lesbiche con i ragazzi di media design e i gay di provincia a parte (noi siamo le teste calde, troppo impegnati a vivere l’adolescenza che non abbiamo avuto per legare con un solo gruppetto di persone).

 

Saranno anni lunghi e difficili: per procurarti gli appunti con cui superare l’esame di marketing dovrai andare agli aperitivi ai navigli (ewww) con i secchioni, anche se le modelle che hai conosciuto durante la settimana della moda ti hanno invitato a mangiare cotone e prosecco vaporizzato nella dépendance di Allegra Versace. Quando inizierai ad abituarti ai tuoi compagni di corso (affezionarti non puoi più farlo, perché sei morta dentro e non puoi più provare sentimenti) l’università sarà già finita, ti lasceranno sola come ogni altra persona della tua vita, salvo rivedersi a qualche sporadica serata perché “sai, mi hanno chiamato per fare un colloquio a Strasburgo.” Forse vi sentirete una volta l’anno su Skype, per gli auguri di compleanno, e ancora oggi vi sorprenderete a chiedervi perché quel sacco dimmerda non vi abbia fatto copiare l’esame di storia del costume (grazie Francesco).

 

Le amicizie che si stringono in serata da ubriachi sono le più brevi e iniziano spesso con un limone molesto in discoteca; magari uscirete insieme, magari inizierete a scopare, magari l’idea di organizzare preserata vi sembrerà un traguardo amicale notevole, vi scambiate addirittura i numeri, sapendo che nessuno scriverà all’altro, fino a quando non vi vedrete di nuovo sul dancefloor, salutandovi con un cenno, ai lati opposti della sala.

 

Le amicizie nate sui social sono le peggiori, quelle persone non esistono davvero: vivono a Canicattì, si faranno strada a colpi di like nel vostro cuoricino nero e spento finché, partendo dal presupposto che non vi incontrerete mai, riusciranno a eludere la vostra barriera di acido; e così una sera, da ubriachi, vorrete finalmente riaprire il cuoricino ferito a una persona conosciuta via messaggio privato su Tumblr, per poi ritrovarvela il mese dopo a Milano a fare comunella col vostro ex o con qualcuno che proprio non potete vedere, che gli racconterà di quella volta che vi siete cagati addosso in Colonne da ubriachi, tornando a casa piangendo. La gente è così cattiva.

 

Le persone che più vi feriranno non sono i vostri amanti o quelli che stupidamente chiamerete “fidanzati”, ma i vostri #bff. Dopo anni di sbronze, patti di sangue e promesse di matrimonio se oltre i 35 anni sarete ancora single, ecco che il vostro migliore amico si fidanza col primo degli stronzi. Una pigna al culo. Un emerito imbecille snob, con amici altrettanto snob. Quando vi renderete conto di essere passati dalla parte del terzo incomodo alla parte della stronza, avrete una scelta da fare: involvere a basic bitches e fare uscite a quattro fidanzandovi col primo dei “friends with benefits” o mettere il primo album di Ke$ha nelle orecchie, comprare un buon prosecco e andare a ballare da soli. Sì, sembra triste, e forse un po’ lo è, ma è meglio sentirsi soli essendo soli che sentirsi soli con qualcun altro.

 

Stay Classy. Stay zitta.

 

P.S. Più o meno sono stato a letto con tutti i fidanzati dei miei amici mentre stavano insieme, sì sono una stronza senza cuore, probabilmente dopo questo articolo non vorrete più essere miei amici, tranquilli, non lo volevo nemmeno io.

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