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MODELLE ZITTE

By EMANUEL AMABILIS

. In GOSSIP

Quando fai l’assistente stylist ti ritrovi spesso a contatto con queste creature mitologiche, metà donne, metà metabolismo funzionante: le modelle. Le modelle sono le Barbie con cui i tuoi genitori non volevano che giocassi da bambino, quelle bambole proibite che tua cugina, la tua prima frociara nella vita ti nascondeva gelosamente perché sapeva che le avresti fatte scopare con i tuoi accìommen o le avresti spogliate per vedere cosa ci fosse esattamente “lì”. Lavorare con le modelle mi ha fatto capire che non esistono più di tre categorie, no, non le asiatiche, le afro o le bianche. Ci sono solo: le stronze (13%) le depresse (81%) e le simpatiche (6%)

 

 

Le modelle stronze sono le mie preferite: quando sono sul set non fanno assolutamente nulla se non posare (male). Si fanno spogliare di tutto, sei tu, povero studente NABA che dovrai levargli i calzini che ovviamente puzzano come il portabiancheria sporco del tuo coinquilino turco, per trovarti sotto gli occhi dei piedi oblunghi e sgraziati, come il resto del loro corpo d’altronde, dovrai chiudergli lo stivalone alla schiava di Valentino alla svelta perché lei è già stanca. Sei lento. Troppo lento. Le sta chiaramente scendendo la botta e non ha tempo da perdere con te che la tratti con la gentilezza che non merita, deve correre a farsi un’altra striscia col fotografo per aspettare che tu finisca di slacciarle il reggiseno, ti fa cenno di aspettare, tu rimani lì con un la nuova uscita di Victoria’s Secret in mano e lei corre civettuola per il set con le aureole più grandi che tu abbia mai visto.

 

Episodio memorabile con modella stronza: Lei era una top, arriva sul set con 3 ore e mezza di ritardo, post sfilata, le avevano lasciato del gel sui capelli e ha preteso di farsi una doccia. Mentre era al bagno ha chiesto al fotografo di farsi portare qualcosa da mangiare, ma non la fetta di pizza triste avanzata dal buffet del pomeriggio, sia mai, ha voluto una pasta al pesto e quando era ora di scattare ha finto che il suo agente la stesse aspettando urgentemente per fuggire rapida come un battito di ciglia finte (SI RAGHI LO SO CHE VI STO AMMAZZANDO IL MITO DELLE MODELLE, MA LORO MANGIANO GLUTINE, SPESSO NON SI LAVANO E FANNO LA CACCA. SI LA CACCA!!) Esempio di Modella Stronza: Kendall Jenner che sbadiglia durante la runway di Fendi. TOP.

 

 

Le modelle depresse: degli zombie vestiti Prada. Bellissime, eteree, un sorriso mai, pose fredde come il sangue nelle loro vene, le migliori insomma. Sono le modelle minorenni accompagnate sul set dalla mamma, le Lolita che vorrebbero mostrare le tette e fare foto di nudo ma non possono per contratto. Quelle che sognano la runway ma vengono prese solo per fare la pubblicità di Desigual e si rivedono sui cartelloni pubblicitari con disegnati tanti cazzi in faccia. Episodio memorabile con modella depressa: Arrivata dalla sua terza sfilata di fila, precisamente prima New York e poi Londra, si ritrova sul set per un servizio dove lavoravo. L’accompagno in bagno, mi piego per allacciarle delle stringate e sento gocce cadermi in testa. Stava piangendo. Mi piangeva in testa!! “I’m tired. I’m so fucking tired. Do you have some cocaine? Please I’m so so so tired…” Esempio di Modella Depre: Io.

 

 

Modella simpatica: RARAMENTE, mi è capitato di beccare delle models che oltre ad avere la struttura fisica dei miei sogni si sono dimostrate UMANE. Non credevo si potesse ridere di gusto senza alcohol o droghe in corpo con un estraneo!! Le modelle simpatiche sono quelle che per prime ti offrono parte della loro coca in cambio di farsi dire come si dice in italiano “I need some cock!!” Esempio di modella simpatica: Barbie. Le curvy! Le modelle taglie forti. Sempre col sorriso stampato e qualcosa di buono nello stomaco. Che siano i carboidrati l’ingrediente della felicità?

 

 

 

Stay Classy. Stay Zitta.